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Olbia

Nel mirino anche ostelli, B&B e il turismo rurale

Nel mirino anche ostelli, B&B e il turismo rurale

Nell’articolo 2 del regolamento sull’imposta di soggiorno il comune di Olbia individuava tra le strutture ricettive classiche, anche quelle extra alberghiere: case per ferie, ostello della gioventù,...

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Nell’articolo 2 del regolamento sull’imposta di soggiorno il comune di Olbia individuava tra le strutture ricettive classiche, anche quelle extra alberghiere: case per ferie, ostello della gioventù, affittacamere, case ed appartamenti per vacanze, residence, esercizio saltuario del servizio alloggio e prima colazione (Bed and Breakfast), turismo rurale, agriturismo, unità immobiliari non adibite ad abitazione principale concesse in locazione con finalità turistiche. L’imposta è dovuta dai soggetti non residenti nel comune di Olbia, che pernottano nelle strutture ricettive elencate. Il soggetto responsabile degli obblighi tributari è, invece, il gestore della struttura ricettiva presso la quale sono ospitati coloro che sono tenuti al pagamento dell’imposta. Dopo le polemiche con gli albergatori, il Comune era stato costretto a fine novembre dell’anno scorso a dare una piccola limata alle tariffe. L’imposta di soggiorno nei 4 stelle passava da 3 euro al giorno a 2,50. Una decisione che non regalava sorrisi in casa degli imprenditori dell’accoglienza. In particolare nei B&B era al vaglio l’ipotesi di ritocco al rialzo: da 2,30 a 2,50 euro. Tutto nero su bianco in uno scambio di corrispondenza tra Federalberghi e il sindaco Settimo Nizzi. (g.d.m.)

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