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Olbia

la tavola rotonda 

Nei borghi autentici a caccia di emozioni

Nei borghi autentici a caccia di emozioni

Concluso il workshop “Call2Action” in aeroporto organizzato da Geasar e Regione

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OLBIA. Si è conclusa con un tour nei borghi roccaforti del turismo sostenibile la tre giorni di “Sardinia Tourism Call2Action, programma di incontri di approfondimento professionale e confronto interattivo rivolti a operatori turistici e amministratori locali, attivato dalla Geasar, società di gestione dell’aeroporto Costa Smeralda, e sostenuti dall’assessorato regionale al Turismo nell’ambito del Piano di promozione e comunicazione attraverso il sistema aeroportuale sardo.

Al centro dei lavori la risorsa dell’eccellenza rappresentata dai borghi, una delle espressioni più attuali e ‘vive’ del turismo esperienziale, nuova frontiera che ha preso il posto del turismo di destinazione e motivazionale. Nel senso che i viaggiatori oggi ricercano esperienze e sono attori delle loro vacanze. Sono loro, inoltre, a determinare l’offerta, non più viceversa.

«Perciò – precisa Geasar – accogliendo le richieste del mercato, occorre proporre esperienze autentiche e di alto valore, alle quali associare servizi di qualità. È in sintesi il concetto emerso da queste giornate dedicate ai borghi autentici e al turismo rurale».

«Partiamo dal turismo nei borghi – dice Lucio Murru, direttore commerciale Geasar – non certo per scelta arbitraria, ma perché la loro valorizzazione, messa a sistema e promozione rientrano nel progetto turistico strategico nazionale di Mibact, nelle attività promozionali dell’Enit ed è espresso esplicitamente nella nuova legge regionale sul turismo». Altro protagonista delle giornate di lavoro è stato Josep Ejarque, esperto di marketing territoriale e di destination management: «Nel 2017, anno dei borghi – ha spiegato - sono andati in scena una serie di convegni sulle offerte dei borghi nazionali, incentrati in gran parte sui modelli delle città d’arte, un modello-prodotto di massa inapplicabile nell’Isola, perché non ci sono servizi standardizzati delle grandi città e, soprattutto, i turisti vogliono il contrario, sono interessati alla vera autenticità, alle specificità delle realtà sarde, a viverle dal di dentro, a sentire le sensazioni e scoprire patrimonio culturale e tradizionale, a servizi di qualità, non di massa. Questo è il vero vantaggio competitivo della Sardegna

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