Olbia, Ztl in via Acquedotto: no dei negozianti
di Serena Lullia
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Piazza Mercato«Il Comune propone la zona a traffico limitato, noi chiediamo una modifica al regolamento per mettere sedie e tavolini»
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OLBIA. Rifiutano la paternità della Ztl in via Acquedotto. Che sia sotto le stelle o al tramonto la zona a traffico limitato non è un’idea dei commercianti della strada del centro. Ma del Comune. Lo stop alle auto è l’unica opzione che l’amministrazione offre a bar e ristoranti per poter sistemare le sedie e i tavolini nella via.
La paternità. Nell’ultimo Consiglio comunale l’assessore all’Urbanistica, Angelo Cocciu, aveva parlato della richiesta dei negozianti di via Acquedotto di creare la Ztl. Una ipotesi che aveva diviso il gruppo delle partite Iva. Cinque a favore e cinque contro. «È bene precisare prima di tutto che come esercenti siamo una ventina – spiega Gianmario Petta, titolare del Maparì a nome dei negozianti di via Acquedotto –. E noi non abbiamo mai chiesto al Comune di istituire la Ztl nella nostra strada. Sono stati l’assessore e l’ufficio tecnico a proporci questa possibilità». Petta riporta l’attenzione sul problema che gli esercenti vivono in quella strada. Il nuovo regolamento dei dehors approvato dalla giunta Nizzi vieta a tutte le attività di avere i salottini coperti all’esterno delle attività. Consentiti solo tavolini, sedie e ombrelloni. Non agli incroci o nelle strade pericolose. Non in via Acquedotto. Vietato anche solo pensare di apparecchiare piazza Mercato come piano b.
La richiesta. «La Ztl che ci è stata proposta non è la soluzione – spiega Petta –. Con la zona a traffico limitato potremmo sistemare sedie e tavolini solo all’interno dello spazio delimitato dai dissuasori sferici di ghisa. Meglio allora una modifica al regolamento dei dehors per ottenere lo stesso risultato ma lasciando il passaggio delle auto. Chi come me c’è da poco tempo cerca di ascoltare gli storici esercenti della zona che conoscono meglio i problemi legati al divieto di accesso delle auto».
Collaborazione. I negozianti chiedono al Comune di dettare le nuove regole. Colore di tavolini, sedie e ombrelloni. «Chiediamo una modifica al regolamento anche solo per il periodo estivo che ci consenta di lavorare – aggiunge Petta –. Ma le regole le deve dettare l’amministrazione. Non possiamo certo essere noi a prendere delle decisioni. Noi siamo commercianti, non amministratori. Abbiamo votato delle persone perché ci governino. Noi sappiamo fare il nostro lavoro e cerchiamo di portare la pagnotta a casa ogni sera. Sappiamo che d’estate con 30-35 gradi nessuno vuole fare l’aperitivo dentro i locali anche se con l’aria condizionata. Ci servono gli spazi fuori. Se il Comune ci dice che vuole gli ombrelloni rossi noi li prenderemo rossi. Li vuole neri, noi li metteremo neri. Stabilisca gli orari e noi li seguiremo».
Piazza Mercato. I negozianti hanno tante idee per rendere più accattivante la passeggiata in via Acquedotto. E tra queste non rientra la Ztl. Proposte che ribaltano il luogo comune che li vuole una categoria capace solo di lamentarsi. Ad esempio vorrebbero creare una cooperativa e prendere in gestione la piazza, per organizzare piccoli eventi, concerti «ma anche per curarla, a nostre spese, e renderla più graziosa, magari con l’abbellimento di piante».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La paternità. Nell’ultimo Consiglio comunale l’assessore all’Urbanistica, Angelo Cocciu, aveva parlato della richiesta dei negozianti di via Acquedotto di creare la Ztl. Una ipotesi che aveva diviso il gruppo delle partite Iva. Cinque a favore e cinque contro. «È bene precisare prima di tutto che come esercenti siamo una ventina – spiega Gianmario Petta, titolare del Maparì a nome dei negozianti di via Acquedotto –. E noi non abbiamo mai chiesto al Comune di istituire la Ztl nella nostra strada. Sono stati l’assessore e l’ufficio tecnico a proporci questa possibilità». Petta riporta l’attenzione sul problema che gli esercenti vivono in quella strada. Il nuovo regolamento dei dehors approvato dalla giunta Nizzi vieta a tutte le attività di avere i salottini coperti all’esterno delle attività. Consentiti solo tavolini, sedie e ombrelloni. Non agli incroci o nelle strade pericolose. Non in via Acquedotto. Vietato anche solo pensare di apparecchiare piazza Mercato come piano b.
La richiesta. «La Ztl che ci è stata proposta non è la soluzione – spiega Petta –. Con la zona a traffico limitato potremmo sistemare sedie e tavolini solo all’interno dello spazio delimitato dai dissuasori sferici di ghisa. Meglio allora una modifica al regolamento dei dehors per ottenere lo stesso risultato ma lasciando il passaggio delle auto. Chi come me c’è da poco tempo cerca di ascoltare gli storici esercenti della zona che conoscono meglio i problemi legati al divieto di accesso delle auto».
Collaborazione. I negozianti chiedono al Comune di dettare le nuove regole. Colore di tavolini, sedie e ombrelloni. «Chiediamo una modifica al regolamento anche solo per il periodo estivo che ci consenta di lavorare – aggiunge Petta –. Ma le regole le deve dettare l’amministrazione. Non possiamo certo essere noi a prendere delle decisioni. Noi siamo commercianti, non amministratori. Abbiamo votato delle persone perché ci governino. Noi sappiamo fare il nostro lavoro e cerchiamo di portare la pagnotta a casa ogni sera. Sappiamo che d’estate con 30-35 gradi nessuno vuole fare l’aperitivo dentro i locali anche se con l’aria condizionata. Ci servono gli spazi fuori. Se il Comune ci dice che vuole gli ombrelloni rossi noi li prenderemo rossi. Li vuole neri, noi li metteremo neri. Stabilisca gli orari e noi li seguiremo».
Piazza Mercato. I negozianti hanno tante idee per rendere più accattivante la passeggiata in via Acquedotto. E tra queste non rientra la Ztl. Proposte che ribaltano il luogo comune che li vuole una categoria capace solo di lamentarsi. Ad esempio vorrebbero creare una cooperativa e prendere in gestione la piazza, per organizzare piccoli eventi, concerti «ma anche per curarla, a nostre spese, e renderla più graziosa, magari con l’abbellimento di piante».
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