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Operaio trafitto dal cavalletto aperto il processo

LA MADDALENA. Marin Rusu, 46 anni, operaio, romeno, era morto mentre lavorava al secondo piano di una palazzina in costruzione, in via Tommaseo, il 4 maggio 2011. Doveva intonacare una parete. Mentre...

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LA MADDALENA. Marin Rusu, 46 anni, operaio, romeno, era morto mentre lavorava al secondo piano di una palazzina in costruzione, in via Tommaseo, il 4 maggio 2011. Doveva intonacare una parete. Mentre spostava il cavalletto sarebbe inciampato, forse su dei fili, cadendo e rimanendo trafitto dal piede del cavalletto: dodici centimetri di ferro si sono conficati nel costato dell’uomo, provocandogli una ferita fatale. Marin Rusu, era riuscito a sfilarsi il ferro e ad adagiarsi sul fianco. Così, lo avevano trovato alcuni colleghi arrivati subito dopo l’assurdo incidente. Era cosciente ma perdeva molto sangue. La corsa in ospedale non era bastata a salvargli la vita. Era morto poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso. Per la sua morte sono finiti a giudizio in tre: il subappaltatore Jonel Rush, impresario romeno, per il quale Rusu lavorava, difeso dall’avvocato Luca Montella, il responsabile della ditta appaltatrice Mauro Manuedda e il responsabile del coordinamento di controllo, Giovanni Battista Goddelmoni, difesi dagli avvocati Gian Mario Lisca ed Enrico Gatto.

Ieri davanti al giudice Andrea Pastori si è aperto il processo ed è stato sentito il primo testimone, il quale, però, non era presente al momento dell’accaduto, ma era arrivato successivamente nel cantiere. Nessuno dei suoi colleghi aveva assistito all’incidente. Il processo riprenderà a novembre. (t.s.)

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