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Olbia

Sanità, l’emergenza continua L’Fsi Usae: «Serve personale»

Sanità, l’emergenza continua L’Fsi Usae: «Serve personale»

Reparti al collasso per gli organici insufficienti in tutti e tre gli ospedali del territorio. Medicine in tilt Si allungano le liste d’attesa: almeno un anno per esami strumentali e per interventi non urgenti

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OLBIA. La sanità in Gallura è sempre più in ginocchio La cronica mancanza di personale - tra medici, infermieri, tecnici di radiologia e Oss -, continua a creare problemi enormi e, soprattutto, non consente di offrire un’assistenza adeguata. Gli operatori, bersagliati ogni giorno dalle proteste di pazienti e famiglie, fanno tutto ciò che è possibile fare, ma con poche forze a disposizione è impossibile rispondere a tutte le esigenze. E’ per questo che la Fsi Usae, attraverso il suo segretario territoriale Vito Langiu, scende di nuovo in campo. «L’unica parola certa, per l’assessore Luigi Arru e per il direttore generale dell’Ats Fulvio Moirano è “risparmio”: quello ottenuto dai tagli sulla farmaceutica e dalla mancata assunzione del personale. Mentre le liste d’attesa diventano sempre più lunghe. Per eseguire esami strumentali o sottoporsi a interventi chirurgici - dice Langiu -, si deve aspettare in media un anno. Questo vale per chi deve subire un’operazione per un’ernia, o per chi deve sottoporsi a una visita pneumologica a Olbia. Non migliora la situazione per gastroscopie o rettoscopie. Stesso discorso per una visita urologica, visto che l’ambulatorio funziona solo di mattina e sino al venerdì. In continuo affanno anche la Radiologia che, sempre con 4 medici in meno, ha ancora un forte arretrato da smaltire: oltre 600 risonanze urgenti e circa 250 tac. Insomma, chi deve prenotare un esame diagnostico in questo momento, non otterrà l’appuntamento prima del 2019»

Per la Fsi Usae «il quadro della sanità pubblica nel territorio è disastroso. In tutti i reparti degli ospedali di Olbia, Tempio e La Maddalena il personale è insufficiente, ma le situazioni peggiori si registrano nelle Medicine. Un esempio eclatante arriva da quella di Olbia (52 posti letto, con la maggior parte dei pazienti allettati): i 20 Oss sono scesi a 14 e questo vuol dire che lavorano in due al mattino, uno al pomeriggio e un altro di notte. La mattina gli Oss devono portare i prelievi in laboratorio, devono prendere il carrello delle colazioni, risalire e servire i pazienti. Devono imboccare gli allettati, sparecchiare, riportare i carrelli e poi fare il giro-letto per lavare i malati. Nello stesso tempo devono trasportare i pazienti in altri reparti. Senza dimenticare che si è aggiunto un ordine di servizio che impone agli Oss di sanificare anche i locali. Se Moirano venisse a visitare le Medicine di Olbia e Tempio si renderebbe conto delle disastrose condizioni in cui si lavora».

Si va avanti tra salti mortali degli operatori e i disagi per i pazienti «anche nelle Chirurgie, in Ostetricia e Ginecologia, in Ortopedia, e all’Utic. E deve ancora arrivare l’estate. Se non si interverrà in modo radicale rafforzando gli organici - prosegue il sindacato -, il caos sarà totale. Con il rischio di vedere un pronto soccorso di nuovo alla paralisi per la mole di lavoro pazzesca che deve affrontare (lo scorso anno ha superato i 40mila accessi)». Vito Langiu ricorda infine le promesse. «L’assessore Arru aveva parlato di sbloccare il turnover entro il 2018. Siamo ad aprile e nulla è stato ancora fatto. Noi come Fsi Usae continueremo a denunciare pubblicamente tutte le emergenze. Ma devono farlo anche le forze politiche del territorio. Senza limitarsi a semplici proclami». (s.p.)

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