in tribunale
Loiri, plurimoroso denuncia Abbanoa ma perde la causa
OLBIA. Aveva fatto causa ad Abbanoa nonostante i consumi mai pagati per anni con un debito di oltre 30 mila euro e nonostante una denuncia ai carabinieri per allaccio abusivo alla rete idrica...
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Aveva fatto causa ad Abbanoa nonostante i consumi mai pagati per anni con un debito di oltre 30 mila euro e nonostante una denuncia ai carabinieri per allaccio abusivo alla rete idrica utilizzando un contatore falso. L’esito del processo è stato disastroso e il giudice ha sanziona per lite temeraria il plurimoroso, titolare di una stazione di servizio a Loiri Porto San Paolo. Il tribunale di Cagliari, infatti, ha confermato la legittimità dell’operato di Abbanoa e condannato il commerciante. «Regole uguali per tutti – dice il direttore generale Sandro Murtas – La lotta alla morosità è un obiettivo assoluto perché è doveroso nei confronti di tantissimi cittadini, la maggior parte, che pagano le bollette. Le risorse sottratte vanno a colpire il servizio essenziale che ogni giorno viene garantito da Abbanoa, pesano sugli investimenti in reti e impianti e procurano un danno all’intera collettività».
Secondo quanto emerso nel processo, il commerciante effettuava consumi elevati legati alla propria attività, accumulando un debito consistente. Nel corso degli anni diversi solleciti e poi l’emissione di un decreto ingiuntivo e alla sospensione della fornitura. Al decreto il commerciante si era opposto, ma senza presentare ad Abbanoa la notifica obbligatoria. Così il giudice ha confermato la legittimità dell’operato di Abbanoa, difesa dall’avvocato Giuseppe Macciotta. Da qui la condanna al pagamento di quasi tremila euro più altri milletrecento euro di spese legali, oltre che il riconoscimento della legittimità del decreto per oltre 30mila euro. Sul fronte penale lo stesso cliente era stato già denunciato per furto aggravato d’acqua per essersi collegato abusivamente alla rete idrica.
Secondo quanto emerso nel processo, il commerciante effettuava consumi elevati legati alla propria attività, accumulando un debito consistente. Nel corso degli anni diversi solleciti e poi l’emissione di un decreto ingiuntivo e alla sospensione della fornitura. Al decreto il commerciante si era opposto, ma senza presentare ad Abbanoa la notifica obbligatoria. Così il giudice ha confermato la legittimità dell’operato di Abbanoa, difesa dall’avvocato Giuseppe Macciotta. Da qui la condanna al pagamento di quasi tremila euro più altri milletrecento euro di spese legali, oltre che il riconoscimento della legittimità del decreto per oltre 30mila euro. Sul fronte penale lo stesso cliente era stato già denunciato per furto aggravato d’acqua per essersi collegato abusivamente alla rete idrica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
