Spaccio, il Riesame concede i domiciliari a due arrestati
di Tiziana Simula
Disposta l’attenuazione della misura per Zucchi e Artudi L’operazione “Bella vita” aveva portato in cella 10 persone
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OLBIA. Dal carcere agli arresti domiciliari. Il tribunale del Riesame ha disposto l’attenuazione della misura cautelare per Giovanni Zucchi, difeso dall’avvocato Daniela Peru e Francesco Artudi, difeso dall’avvocato Monica Cazzari, entrambi coinvolti nell’operazione “Bella vita” condotta tra Arzachena e Olbia dalla polizia di Porto Cervo che un mese fa aveva portato in carcere dieci persone, due ai domiciliari, e disposto l’obbligo di firma per un’altra. Sono accusati di spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina e marijuana, con l’aggravante per alcuni di loro di aver ceduto la droga anche a minorenni. Secondo gli investigatori, alcuni conducevano un tenore di vita troppo alto rispetto alle loro possibilità, visto che alcuni risultavano disoccupati, andando in giro, con macchine lussuose. Cosa che aveva insospettito gli investigatori che avevano dato il via alle indagini. Accusa mossa a Giovanni Zucchi. Ma che non ha evidentemente convinto il Riesame, a cui il difensore aveva presentato appello contro la misura cautelare in carcere. Nell’udienza di qualche giorno fa, il legale ha dimostrato al collegio dei giudici che le macchine costose erano in realtà vecchie e acquistate con i proventi del lavoro. La linea difensiva ha smontato anche le accuse relative alla cessione di stupefacenti ai minori, evidenziando che lo stesso gip nell’ordinanza diceva che non c’era prova, così come, secondo il difensore, non emergerebbe dalle intercettazioni l’ingente quantità contestata a Zucchi. Stessa linea difensiva per Artudi sull’assenza di prova dello spaccio di cocaina.
Il Riesame aveva già sostituito la custodia cautelare in carcere con i domiciliari a Simone Demontis, Alessandro Meloni, Giovanni Cibotto e Roberto Leo, difesi rispettivamente da Edoardo Morette e Alberto Oggiano, Agostinangelo Marras, Sebastiano Chironi ed Egidio Caredda. Rigettate invece le richieste di attenuazione delle misure per Giangavino Meloni, Pietro Flauto e Antonio Spano, che restano in carcere, e per Rossella Amadori (compagna di Giangavino Meloni), che resta ai domiciliari. (t.s.)
Il Riesame aveva già sostituito la custodia cautelare in carcere con i domiciliari a Simone Demontis, Alessandro Meloni, Giovanni Cibotto e Roberto Leo, difesi rispettivamente da Edoardo Morette e Alberto Oggiano, Agostinangelo Marras, Sebastiano Chironi ed Egidio Caredda. Rigettate invece le richieste di attenuazione delle misure per Giangavino Meloni, Pietro Flauto e Antonio Spano, che restano in carcere, e per Rossella Amadori (compagna di Giangavino Meloni), che resta ai domiciliari. (t.s.)
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