Via Marmilla, rientro a casa dopo le fiamme e la paura
Un cortocircuito la causa del rogo che ha fatto esplodere la bombola in veranda Dimessa la giovane incinta. Sta bene anche la bimba salvata da un vicino
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OLBIA. In via Marmilla è tornata la normalità. E anche la paura per l’incendio scoppiato al primo piano del palazzo al civico 28 è solo un ricordo. Tutti sono però consapevoli che solo la mano della fortuna ha evitato che le conseguenze del rogo scoppiato nella veranda dell’appartamento della famiglia Turnu fossero più gravi. Il bilancio dell’incendio è di soli danni alle cose. Qualche parete annerita e gli infissi bruciati, Dimessa la giovane di 29 anni, all’ottavo mese di gravidanza, che vive con il compagno al secondo piano. Trasportata al Pronto soccorso è rimasta tutta la notte sotto osservazione. Sta bene anche la figlia di Marco Turnu, salvata dalla casa in fiamme da Simone Carta, olbiese di 49 anni, insieme alla mamma della piccola. Per il suo gesto di coraggio e altruismo la comunità del web chiede al sindaco Settimo Nizzi un encomio. Si sono ripresi dallo spavento anche i coniugi Valentini, entrambi novantenni. Il loro appartamento è attaccato a quello andato a fuoco ed è stato il primo a essere invaso dal fumo. Per la loro casa solo danni lievi all’esterno.
I vigili del fuoco confermano la causa del rogo. Un cortocircuito a una presa esterna che ha scatenato le fiamme. I testimoni hanno raccontato di averle viste arrampicarsi fino al piano superiore per una ventina di minuti e poi di aver sentito una fortissima deflagrazione. Il calore ha infatti fatto esplodere una delle due bombole del gas conservate nel terrazzo e usate per il barbecue. Una esplosione potente che si è sentita in tutto il quartiere. I pezzi della bombola sono finiti in strada, per fortuna senza ferire nessuna delle tante persone che si erano riversate in via Marmilla. La squadra della Scientifica ha esaminato i pezzi della bombola deflagrata.
I vigili del fuoco, dopo aver spento e bonificato l’appartamento al primo piano hanno verificato le condizioni dell’intero edificio. E dopo aver accertato che i danni erano solo esterni hanno fatto rientrare tutti i residenti nei loro appartamenti. Compresi Marco Turnu e la moglie Luisella.
L’allarme era partito poco dopo le 18,30 quando dal palazzo di via Marmilla aveva cominciato a uscire del fumo nero, denso. Poi le fiamme, che si erano fatte strada nel terrazzo divorando le biciclette dei figli dei coniugi Turnu e poi arrampicandosi al piano superiore. I varchi di ingresso alla zona sono stati chiusi dalla polizia locale. Sul posto anche i carabinieri, la polizia e le ambulanze del 118. Un lavoro di grande sinergia che ha consentito in poco tempo di mettere in sicurezza il palazzo. (se.lu.)
I vigili del fuoco confermano la causa del rogo. Un cortocircuito a una presa esterna che ha scatenato le fiamme. I testimoni hanno raccontato di averle viste arrampicarsi fino al piano superiore per una ventina di minuti e poi di aver sentito una fortissima deflagrazione. Il calore ha infatti fatto esplodere una delle due bombole del gas conservate nel terrazzo e usate per il barbecue. Una esplosione potente che si è sentita in tutto il quartiere. I pezzi della bombola sono finiti in strada, per fortuna senza ferire nessuna delle tante persone che si erano riversate in via Marmilla. La squadra della Scientifica ha esaminato i pezzi della bombola deflagrata.
I vigili del fuoco, dopo aver spento e bonificato l’appartamento al primo piano hanno verificato le condizioni dell’intero edificio. E dopo aver accertato che i danni erano solo esterni hanno fatto rientrare tutti i residenti nei loro appartamenti. Compresi Marco Turnu e la moglie Luisella.
L’allarme era partito poco dopo le 18,30 quando dal palazzo di via Marmilla aveva cominciato a uscire del fumo nero, denso. Poi le fiamme, che si erano fatte strada nel terrazzo divorando le biciclette dei figli dei coniugi Turnu e poi arrampicandosi al piano superiore. I varchi di ingresso alla zona sono stati chiusi dalla polizia locale. Sul posto anche i carabinieri, la polizia e le ambulanze del 118. Un lavoro di grande sinergia che ha consentito in poco tempo di mettere in sicurezza il palazzo. (se.lu.)
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