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Olbia

Le accuse della Cgil: «Sanità, nessuna proposta unitaria»

Le accuse della Cgil: «Sanità, nessuna proposta unitaria»

Luisella Maccioni parla delle emergenze del comparto e contesta l’omogeneizzazione degli orari di lavoro

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OLBIA. «La sanità continua a essere uno, se non il, problema della Gallura. Ogni giorno si parla di emergenze e tutti accorrono attorno al capezzale della sanità gallurese: sindaci, consiglieri regionali, sindacati, associazioni, cittadini. Ma oltre la denuncia, anche se importante, nessuna idea, nessuna proposta è stata portata al tavolo dell’assessorato regionale o al presidente Pigliaru come iniziativa unitaria di tutto il territorio gallurese».

A parlare è Luisella Maccioni, segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil, la quale parte da un «semplicissimo esempio» per sottolineare il «totale disinteresse verso tutto ciò che non può essere “politicamente venduto: l’assenza di discussione sui nuovi “profili orari” stabiliti dalla direzione dell’Ats, non sottoscritta dalla Cgil, dalla Cisl e dalla Uil, ma sottoscritta da tutti i sindacati autonomi. Nella sostanza, cambia radicalmente l’accesso alla sanità ai cittadini, riduce i diritti dei lavoratori e si configura come un atto punitivo verso i lavoratori e verso gli utenti dei territori periferici come la Gallura. Tentare di omogeneizzare gli orari di lavoro su tutto il territorio regionale (come impone sia la delibera della giunta, sia la determina del direttore Moirano), ha il solo significato di allontanare ancora di più i cittadini dalla sanità pubblica».

La Funzione Pubblica Cgil non dimentica la cronica carenza di personale. «E’ perlomeno banale sostenere che senza una adeguata dotazione organica è impossibile gestire i servizi sanitari, come è del tutto insufficiente dire che tutte le discrasie della sanità dipendano dalla mancanza del personale. E’ vero invece che, anche qui, la mancanza di programmazione e di conoscenza delle necessità territoriali, aggrava la predisposizione di una dotazione organica confacente alle necessità della nostra ex azienda. Evidenziamo, tra l’altro, che oltre le nostre voci che hanno contestato la predisposizione della nuova dotazione organica Ats, nessuno ha posto l’accento su di una riduzione di personale da 17547 a 16487 quindi con un taglio netto di 1067 lavoratori effettuato su una dotazione organica già carente. Tutto questo afferma ancor di più la nostra opposizione alla costituzione dell’Ats che sta generando, grazie alla centralizzazione di tutti e all’assenza di confronto, enormi difficoltà tra i dipendenti non solo organizzative ma anche lavorative e salariali». Luisella Maccioni chiude dicendo che «una politica di ampliamento della dotazione organica è strettamente legata ad una programmazione delle esigenze sanitarie e al calcolo dei posti letto ospedalieri che, a nostro giudizio, deve essere rivisto e ridisegnato sulle nuove esigenze che si stanno affacciando in Gallura». (s.p.)

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