Bonifiche nell’ex arsenale, 10 mesi di lavori
La Maddalena, l’impresa dovrà progettare le opere di dragaggio dello specchio di mare e realizzarle
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LA MADDALENA. Dieci mesi per cancellare le tracce dei veleni dallo specchio di mare davanti all’ex arsenale. Più venti giorni per la progettazione esecutiva. È questo l’impegno che si assume l’associazione temporanea di imprese Research Consorzio stabile-Tethis costruzioni, che si è aggiudicata in modo provvisorio l’appalto da 7 milioni di euro per le bonifiche del mare davanti all’ex arsenale. La ditta dovrà aspettare ora i tempi di legge per la verifica della documentazione. Solo allora potrà essere proclamata l’aggiudicazione in via definitiva. L’offerta fatta dall’Ati prevedeva un punteggio superiore non solo per il ribasso economico, ma anche per il taglio dei giorni di lavoro ipotizzati. I 365 giorni per le bonifiche come da bando sono diventati 292; i 30 giorni per la progettazione sono passati a 25.
Un’operazione delicata quella della decontaminazione dei fondali davanti all’ex arsenale, fondamentale per far partire la struttura riconvertita in albergo di lusso nel 2009 ma mai entrata in funzione. La cricca del G8 fece sparire infatti i soldi stanziati per le bonifiche. I veleni depositati sui fondali nel corsi degli anni rimasero e fu necessario trovare nuove risorse. La mancata bonifica aveva creato grossi problemi a catena anche alla Mita resort, la società di Emma Marcegaglia che aveva preso in gestione l’hotel dell’ex arsenale. Le condizioni dello specchio di mare e la mancata attivazione della portualità erano finite nella quantificazione del danno che lo Stato è stato costretto a pagare alla Mita. 39 milioni di euro.
In realtà c’è un’altra incognita sui tempi delle operazioni di pulizia dei fondali. Una delle aziende che ha partecipato al bando internazionale redatto dal Comune è stata eliminata per mancanza di requisiti. La decisione della commissione esaminatrice rischia di essere impugnata davanti al Tar. Un ricorso con richiesta di sospensiva che se accolto potrebbe far slittare ulteriormente i tempi per l’apertura del cantiere.
Un’operazione delicata quella della decontaminazione dei fondali davanti all’ex arsenale, fondamentale per far partire la struttura riconvertita in albergo di lusso nel 2009 ma mai entrata in funzione. La cricca del G8 fece sparire infatti i soldi stanziati per le bonifiche. I veleni depositati sui fondali nel corsi degli anni rimasero e fu necessario trovare nuove risorse. La mancata bonifica aveva creato grossi problemi a catena anche alla Mita resort, la società di Emma Marcegaglia che aveva preso in gestione l’hotel dell’ex arsenale. Le condizioni dello specchio di mare e la mancata attivazione della portualità erano finite nella quantificazione del danno che lo Stato è stato costretto a pagare alla Mita. 39 milioni di euro.
In realtà c’è un’altra incognita sui tempi delle operazioni di pulizia dei fondali. Una delle aziende che ha partecipato al bando internazionale redatto dal Comune è stata eliminata per mancanza di requisiti. La decisione della commissione esaminatrice rischia di essere impugnata davanti al Tar. Un ricorso con richiesta di sospensiva che se accolto potrebbe far slittare ulteriormente i tempi per l’apertura del cantiere.
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