Ferì il compaesano: macellaio a giudizio
Monti, lo aveva colpito con una coltellata durante una lite. La difesa: si è difeso da un’aggressione
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MONTI. Lo aveva ferito con una coltellata alla pancia al termine di una lite in un pub. Ieri, Antonello Chessa, macellaio di Monti, è stato rinviato a giudizio dal gup del tribunale di Tempio, Giuseppe Grotteria. Deve rispondere dell’accusa di tentato omicidio ai danni di un suo compaesano, Augusto Busia. I fatti risalgono al 20 luglio del 2008. Tra i due erano volate parole grosse. Una lite furibonda, degenerata in pochi attimi. Nella confusione Antonello Chessa aveva estratto il coltello e sferrato un fendente all'addome del rivale. Chessa era fuggito, mentre Augusto Busia si era accasciato ferito all'interno del locale. Al momento dell'arrivo dei soccorritori del 118 le condizioni del ferito sembravano gravi. Poi all'ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, dopo un intervento chirurgico servito a suturare la ferita all'addome, il paziente si era stabilizzato. Alla fine, per Busia tutto si era risolto con 10-15 giorni di cure. Antonello Chessa, intanto, dopo la coltellata era fuggito. Per alcune ore si era dato alla macchia e in tutta la zona era scattata una imponente caccia all'uomo da parte dei carabinieri della stazione e della compagnia di Olbia. Dopo qualche ora, la decisione di costituirsi in caserma, accompagnato dal suo difensore. Per lui erano scattate le manette con l'accusa di tentato omicidio. Successivamente, gli erano stati concessi i domiciliari, poi, era stato scarcerato. Ora, dovrà difendersi dall’accusa nel dibattimento. «Il mio assistito ha reagito per difendersi da un’aggressione», dice il suo difensore, l’avvocato Giampaolo Murrighile, anticipando la linea difensiva. Avrebbe reagito, insomma, in eccesso colposo di legittima difesa. (t.s.)
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