Invalida senza pensione, l’Inps si muove
L’assegno bloccato per 17 mesi a causa di un disguido di Poste Italiane sarà reinviato con gli arretrati
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TEMPIO. Maria Elisa Farina, l’invalida 57 enne di Tempio che da ben 17 mesi è stata privata della pensione Inps a causa di un disguido tecnico di Poste Italiane (la mancata consegna di una raccomandata di convocazione per un controllo), avrà finalmente piena giustizia. Se il suo stato di invalidità verrà confermato, la pensione, compresi gli arretrati, le verranno immediatamente riconfermati. Ad affermarlo, ieri mattina con una telefonata alla donna e successivamente alla Nuova Sardegna è stato Luigi Clemente responsabile dell’agenzia Inps di Olbia.
«Questa mattina – dice l’alto funzionario – ho provveduto a contattare la donna informandola di avere già convocato l’apposita commissione che dovrà stabilire la persistenza o meno della sua invalidità». «In caso la visita confermi tale stato, sarà mia cura – precisa ancora Luigi Clemente – attivare tutte le procedure che nel più breve tempo possibile reintegrino la signora nei suoi diritti».
Luigi Clemente, non fa nessun cenno al disguido creato e ammesso con una lunga lettera dalla Poste Italiane. Un segnale questo della lettera, (al di là dell’enorme disagio creato), sicuramente positivo e che in qualche modo riavvicina il cittadino allo Stato in senso lato. Visto e considerato che nella vicenda ci si trova di fronte ad un “Soggetto privato” anche se assai parziale.
La vicenda per Maria Elisa Farina aveva avuto inizio nell’ottobre 2016, quando alla donna era stata sospesa la pensione per non essersi presentata ad una visita di controllo richiesta dall’Inps con una raccomandata mia arrivata a destinazione e rimandata al mittente con la dicitura “destinatario sconosciuto”. Ironia della sorte, la signora è la moglie di un postino in pensione. Per lei sono stati 17 mesi di lotta impari segnata da ben quattro reclami, una denuncia presentata ai carabinieri della compagnia di Tempio e il coinvolgimento di due legali. La recente lettera delle Poste Italiane che spiega il disguido e l’intervento ultimo di Luigi Clemente responsabile dell’agenzia Inps di Olbia, finalmente rendono giustizia alla pensionata.(a.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Questa mattina – dice l’alto funzionario – ho provveduto a contattare la donna informandola di avere già convocato l’apposita commissione che dovrà stabilire la persistenza o meno della sua invalidità». «In caso la visita confermi tale stato, sarà mia cura – precisa ancora Luigi Clemente – attivare tutte le procedure che nel più breve tempo possibile reintegrino la signora nei suoi diritti».
Luigi Clemente, non fa nessun cenno al disguido creato e ammesso con una lunga lettera dalla Poste Italiane. Un segnale questo della lettera, (al di là dell’enorme disagio creato), sicuramente positivo e che in qualche modo riavvicina il cittadino allo Stato in senso lato. Visto e considerato che nella vicenda ci si trova di fronte ad un “Soggetto privato” anche se assai parziale.
La vicenda per Maria Elisa Farina aveva avuto inizio nell’ottobre 2016, quando alla donna era stata sospesa la pensione per non essersi presentata ad una visita di controllo richiesta dall’Inps con una raccomandata mia arrivata a destinazione e rimandata al mittente con la dicitura “destinatario sconosciuto”. Ironia della sorte, la signora è la moglie di un postino in pensione. Per lei sono stati 17 mesi di lotta impari segnata da ben quattro reclami, una denuncia presentata ai carabinieri della compagnia di Tempio e il coinvolgimento di due legali. La recente lettera delle Poste Italiane che spiega il disguido e l’intervento ultimo di Luigi Clemente responsabile dell’agenzia Inps di Olbia, finalmente rendono giustizia alla pensionata.(a.m.)
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