fondata da simone etzi
Prima squadra di rugby a Sant’Antonio
SANT’ANTONIO DI GALLURA. Tutti pazzi per il rugby a Sant’Antonio di Gallura. Grazie a Simone Etzi, ex giocatore trapiantato in zona per lavoro. Da Capoterra alla Gallura senza dimenticare la passione...
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SANT’ANTONIO DI GALLURA. Tutti pazzi per il rugby a Sant’Antonio di Gallura. Grazie a Simone Etzi, ex giocatore trapiantato in zona per lavoro. Da Capoterra alla Gallura senza dimenticare la passione del rugby che sta trasmettendo a 15 bambini dai 6 ai 9 anni, maschietti ma anche qualche femminuccia. Allenamenti, socializzare, fare squadra. Questi i valori che si vogliono trasmettere. Per ora solo allenamenti e divertimento, niente competizioni agonistiche. È previsto un test match, il 6 maggio a Capoterra, dove i bambini saranno ospiti durante l’ultima di campionato di serie B nazionale del Capoterra e giocheranno con altri bambini la prima loro partita. Mister Etzi porterà i suoi “Aquilotti rugby Sant’Antonio” – così, è stato chiamato il gruppo – a sfidarsi contro una formazione dove gioca anche il figlio. «Voglio finire in bellezza la stagione iniziata come scommessa, come esperimento. Per ora niente agonismo e la trasferta per prima partita test match». L’ex giocatore della Rugby Capoterra, poi, spiega che «mi sono trovato a cercare di coltivare una delle mie passioni. Nella mia città il rugby ha la stessa valenza del calcio. In ogni famiglia c’è almeno una persona che ha provato a giocare. Abbiamo avuto due squadre in serie C regionale. Avendo un amico di Sant’Antonio, Daniele Gargiulo, anche lui appassionato di rugby, abbiamo pensato, su sua richiesta, di mettere su qualcosa per i bambini. A lui è piaciuto il mio passato da rugbista ed ecco il risultato. Gli ho raccontato che sono stato ad Orosei, sempre per lavoro, e ho creato una squadra. Daniele mi ha proposto di provarci anche a Sant’Antonio, visto che non ci sono molti svaghi o passatempi. Ho chiesto all’amministrazione e mi hanno appoggiato dandomi gli spazi per gli allenamenti». L’idea ha avuto subito un grande successo tanto che è arrivato anche l’appoggio di rugbisti di Olbia, del tecnico federale Salvatore Porcu e delle mamme Fabiola Porqueddu e Valentina Careddu. E l'appello: «Le porte sono aperte per tutti: diamo l’occasione di fare qualcosa per i vostri figli, approfittatene. Con il rugby non si diventa un campione ricco o famoso, ma una persona colta ed istruita dei veri valori dello sport». (s.d.)
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