L’ex albergo Esit lo paga la Silene
di Walkiria Baldinelli
Santa Teresa, gli utili 2015 e 2016 della municipalizzata finanzieranno parte dell’acquisto dell’edificio
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SANTA TERESA. L’acquisto dell’ex albergo Esit lo paga la Silene. Gli utili 2015 e 2016 della municipalizzata, 450mila euro, copriranno quasi la metà dei costi per l'esproprio dell’ex albergo Esit, il progetto per la messa in sicurezza e riqualificazione di piazza della Libertà e della panoramica. Un'operazione complessiva da 1 milione di euro. «Sarà finanziata anche con i 400mila euro già versati nelle casse comunali dal curatore fallimentare dell'hotel Moresco, venduto all'asta a dicembre 2017 – spiega l’assessore alle Finanze, Ignazio Mannoni –. L’importo corrisponde agli accertamenti Imu relativi agli ultimi 25 anni».
L'hotel a tre stelle superior, a pochi passi dalla Rena Bianca, con una settantina tra camere e suite con vista mozzafiato sulle Bocche di Bonifacio e la Corsica, era fallito 30 anni fa. Le chiavi della struttura turistica, costruita nei primi anni Sessanta da Federico Allasio, ex calciatore del Torino, erano poi passate a una multiproprietà e infine al tribunale di Tempio. L'hotel è stato acquistato 5 mesi fa per poco meno di 3 milioni di euro da una cordata di imprenditori galluresi. «Anche i restanti 150mila euro sono entrate tributarie, frutto di accertamenti su altre strutture alberghiere», specifica Mannoni. La destinazione degli utili della Silene per l'esproprio dell'ex Esit, stimato in 600mila euro e la realizzazione del progetto di messa in sicurezza e riqualificazione dell'area circostante non è stata accolta dal gruppo di minoranza “A cara a ventu”. «La nostra critica maggiore è la scelta politica di non finanziare progetti per il porto, visto che la Silene gestisce la struttura comunale, ma quella di dirottare la cifra per un’operazione che forse costerà ancora più cara visto che la proprietà ha presentato ricorsi. Sono contraria all’abbattimento», dichiara Nadia Matta. «Io sono favorevole, ma apprendiamo solo ora che gli utili serviranno a finanziare in parte l'ex demolizione dell'Esit – sottolinea Nino Azara, che poi legge la dichiarazione di voto contraria della minoranza –. È una proposta illogica e inopportuna, gli utili dovrebbero essere reinvestiti nel miglioramento dei servizi dell’area portuale. Si può ipotizzare una diminuzione delle tariffe degli ormeggi per attirare maggiori diportisti. Oppure per estinguere l'indebitamento con le banche. O accantonare gli utili per eventuali spese impreviste». Il sindaco Stefano Pisciottu ricorda che il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva della procedura di esproprio presentata dall'hotel Miramare, compreso il decreto di occupazione d'urgenza dell'immobile, che sarà demolito, e l'approvazione dell'importo stanziato per l'esecuzione dei lavori: 400mila euro. «Le nostre scelte politiche con la razionalizzazione dei costi del personale della Silene hanno portato la partecipata da una situazione di fallimento a una società che produce utili – dichiara –, che oggi vengono reinvestiti in opere pubbliche. Non è un prelievo sistematico, gli utili 2017, circa 350mila euro, resteranno nelle casse della Silene».
L'hotel a tre stelle superior, a pochi passi dalla Rena Bianca, con una settantina tra camere e suite con vista mozzafiato sulle Bocche di Bonifacio e la Corsica, era fallito 30 anni fa. Le chiavi della struttura turistica, costruita nei primi anni Sessanta da Federico Allasio, ex calciatore del Torino, erano poi passate a una multiproprietà e infine al tribunale di Tempio. L'hotel è stato acquistato 5 mesi fa per poco meno di 3 milioni di euro da una cordata di imprenditori galluresi. «Anche i restanti 150mila euro sono entrate tributarie, frutto di accertamenti su altre strutture alberghiere», specifica Mannoni. La destinazione degli utili della Silene per l'esproprio dell'ex Esit, stimato in 600mila euro e la realizzazione del progetto di messa in sicurezza e riqualificazione dell'area circostante non è stata accolta dal gruppo di minoranza “A cara a ventu”. «La nostra critica maggiore è la scelta politica di non finanziare progetti per il porto, visto che la Silene gestisce la struttura comunale, ma quella di dirottare la cifra per un’operazione che forse costerà ancora più cara visto che la proprietà ha presentato ricorsi. Sono contraria all’abbattimento», dichiara Nadia Matta. «Io sono favorevole, ma apprendiamo solo ora che gli utili serviranno a finanziare in parte l'ex demolizione dell'Esit – sottolinea Nino Azara, che poi legge la dichiarazione di voto contraria della minoranza –. È una proposta illogica e inopportuna, gli utili dovrebbero essere reinvestiti nel miglioramento dei servizi dell’area portuale. Si può ipotizzare una diminuzione delle tariffe degli ormeggi per attirare maggiori diportisti. Oppure per estinguere l'indebitamento con le banche. O accantonare gli utili per eventuali spese impreviste». Il sindaco Stefano Pisciottu ricorda che il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva della procedura di esproprio presentata dall'hotel Miramare, compreso il decreto di occupazione d'urgenza dell'immobile, che sarà demolito, e l'approvazione dell'importo stanziato per l'esecuzione dei lavori: 400mila euro. «Le nostre scelte politiche con la razionalizzazione dei costi del personale della Silene hanno portato la partecipata da una situazione di fallimento a una società che produce utili – dichiara –, che oggi vengono reinvestiti in opere pubbliche. Non è un prelievo sistematico, gli utili 2017, circa 350mila euro, resteranno nelle casse della Silene».
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