Ordinanza del sindaco: «Si riapra Ginecologia»
di Angelo Mavuli
Biancareddu dà all’Ats e alla Assl tre giorni di tempo per riattivare il reparto I racconti di alcune gestanti: «Costrette a viaggi quotidiani per un tracciato»
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TEMPIO. Andrea Biancareddu con una ordinanza sindacale, la n. 13 del 23 aprile, ha ordinato, all’Ats Sardegna e al direttore generale dell’Assl di Olbia “di ripristinare immediatamente, e comunque non oltre tre giorni, il pieno servizio, e in particolare le attività connesse alla sala operatoria e blocco parto, mantenendo la continuità assistenziale del presidio ospedaliero, garantendo ricoveri e piene prestazioni sanitarie come per legge». Non solo. Necessario anche «individuare e attuare le più idonee modalità operative per ripristinare il pieno funzionamento delle rete di assistenza ginecologica e di ostetricia con conseguente appropriata dotazione di personale, di risorse e di strumenti»
Atto durissimo. Un atto pesantissimo quello di Biancareddu, comunicato nel pomeriggio di ieri in una conferenza stampa, assunto in qualità di massima autorità sanitaria locale, disciplinato dalla legge che, se non ottemperato nei termini, può configurare un reato a norma dell’articolo 650 del codice penale. Una vera e propria dichiarazione di guerra decisa dal sindaco di fronte alla grave emergenza sanitaria.
Unica soluzione. La stesura dell’ordinanza, sulla cui esecuzione dovrà vigilare la polizia locale di Tempio, è stata redatta fra sabato notte e l’intera giornata di domenica, dopo attente valutazioni tecniche, durante le quali sono state vagliate diverse soluzioni. Lo strumento dell’ordinanza è stato ritenuto il più efficace sia per la rapidità della sua esecuzione sia per la sua efficacia.
Impotenza. «Non sapevo più cosa fare - ha detto il sindaco durante la conferenza stampa -, e questo strumento, “extra ordinem”, a carattere eccezionale, che la legge mette disposizione, è sembrato a me e ai miei consulenti legali il più opportuno». Sulla stessa linea anche l’assessore Gianni Addis, accanto al sindaco nella conferenza.
I racconti. Molte le domande e le osservazioni ma tantissimi soprattutto i racconti delle pazienti e dei loro parenti. «A me - dice una futura mamma prossima al parto -, mi costringono a recarmi ogni giorno ad Olbia per il tracciato. Andrà a finire che partorirò a Priatu». «Sei ancora fortunata -, replica alla donna Alessandro Asole, rappresentante tempiese di Cinque Stelle -. A lei - dice Asole indicando una giovane donna in attesa -, Olbia non ha prescritto neanche il tanto raccomandato tracciato. Le hanno semplicemente detto di andare a ricoverarsi quando, a suo parere, è in procinto di partorire. Senza conoscerla - dice Asole -, senza una visita preventiva e senza sapere assolutamente nulla della gestazione».
Incognite. E’ azzardato ovviamente ipotizzare che cosa ora può succedere. L’Atss di Olbia, infatti potrebbe decidere di ottemperare all’ordinanza ma potrebbe anche impugnare la stessa davanti al Tar. Creando così uno scontro istituzionale che si preannuncia durissimo, di non facile soluzione e che allungherebbe ulteriormente però il disservizio a svantaggio della comunità.
Atto durissimo. Un atto pesantissimo quello di Biancareddu, comunicato nel pomeriggio di ieri in una conferenza stampa, assunto in qualità di massima autorità sanitaria locale, disciplinato dalla legge che, se non ottemperato nei termini, può configurare un reato a norma dell’articolo 650 del codice penale. Una vera e propria dichiarazione di guerra decisa dal sindaco di fronte alla grave emergenza sanitaria.
Unica soluzione. La stesura dell’ordinanza, sulla cui esecuzione dovrà vigilare la polizia locale di Tempio, è stata redatta fra sabato notte e l’intera giornata di domenica, dopo attente valutazioni tecniche, durante le quali sono state vagliate diverse soluzioni. Lo strumento dell’ordinanza è stato ritenuto il più efficace sia per la rapidità della sua esecuzione sia per la sua efficacia.
Impotenza. «Non sapevo più cosa fare - ha detto il sindaco durante la conferenza stampa -, e questo strumento, “extra ordinem”, a carattere eccezionale, che la legge mette disposizione, è sembrato a me e ai miei consulenti legali il più opportuno». Sulla stessa linea anche l’assessore Gianni Addis, accanto al sindaco nella conferenza.
I racconti. Molte le domande e le osservazioni ma tantissimi soprattutto i racconti delle pazienti e dei loro parenti. «A me - dice una futura mamma prossima al parto -, mi costringono a recarmi ogni giorno ad Olbia per il tracciato. Andrà a finire che partorirò a Priatu». «Sei ancora fortunata -, replica alla donna Alessandro Asole, rappresentante tempiese di Cinque Stelle -. A lei - dice Asole indicando una giovane donna in attesa -, Olbia non ha prescritto neanche il tanto raccomandato tracciato. Le hanno semplicemente detto di andare a ricoverarsi quando, a suo parere, è in procinto di partorire. Senza conoscerla - dice Asole -, senza una visita preventiva e senza sapere assolutamente nulla della gestazione».
Incognite. E’ azzardato ovviamente ipotizzare che cosa ora può succedere. L’Atss di Olbia, infatti potrebbe decidere di ottemperare all’ordinanza ma potrebbe anche impugnare la stessa davanti al Tar. Creando così uno scontro istituzionale che si preannuncia durissimo, di non facile soluzione e che allungherebbe ulteriormente però il disservizio a svantaggio della comunità.
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