Santa Teresa, arrivano le lettere sull’imposta di soggiorno: è il caos
Walkiria Baldinelli
In rivolta i proprietari delle seconde case. In tilt i telefoni della municipalizzata Silene. Il Comune chiarisce: «Si paga solo se l’immobile è affittato per scopi turistici»
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SANTA TERESA. L'invio di 5.400 lettere informative sull'imposta di soggiorno ai possessori delle seconde case ha creato alcuni disagi. E mandato in tilt la linea telefonica dedicata al servizio informazioni della Silene, la municipalizzata incaricata dal Comune di riscuotere il tributo. Diversi destinatari della missiva chiedono spiegazioni su chi sia tenuto o meno a versare la tassa, perché alcune indicazioni non sono chiare. Contestano che sia stata spedita con posta ordinaria anziché con raccomandata. E sottolineano di aver mal digerito la parte introduttiva della lettera, che recita: “Abbiamo il piacere di informarla che con deliberazione di Consiglio il comune di Santa Teresa ha istituito e regolamentato l'imposta di soggiorno che interessa anche le cosiddette seconde case”. «Non siamo affatto felici – commentano alcuni proprietari - semmai rammaricati, visto che paghiamo già altre imposte comunali e statali».
L'assessore alle Finanze, Ignazio Mannoni, chiarisce: «I possessori delle seconde case devono versare l'imposta solo se affittano l'immobile a scopi turistici o ricreativi, dal 15 giugno al 15 settembre. Nulla è dovuto per i contratti di locazione annui, né per gli appartamenti ceduti a titolo gratuito a parenti o amici, come specificato nel regolamento comunale. Per chi affitta, invece, sono previste due opzioni: la riscossione giornaliera di 1,40 euro a pernottamento per ogni persona e il versamento alle scadenze stabilite, o un pagamento annuo forfettario di 150 euro per ciascun immobile, sino a un massimo di tre, da versare entro il 15 giugno». Sottolinea il direttore generale della Silene, Carlo Smaldini: «Abbiamo inviato le lettere per informare i proprietari delle seconde case sull'imposta di soggiorno. È vero, il telefono della Silene squilla in continuazione in questi giorni, ci dispiace per le attese degli utenti, ma stiamo chiarendo tutti i dubbi». Spiega: «Sono esclusi dal pagamento i proprietari che ospitano parenti o amici. A una condizione: siano presenti contemporaneamente nell'immobile o ci siano coloro che fanno parte dei loro nuclei familiari anagrafici. Il tributo non è dovuto se il privato concede l'immobile in comodato gratuito a parenti e affini: coniuge, genitori, nonni, figli, fratelli, sorelle, generi, nuore, suoceri. Nel sito della Silene, pubblicheremo queste delucidazioni».
L'assessore al Turismo, Stefania Taras, sottolinea che gli introiti dell'imposta di soggiorno saranno utilizzati per migliorare, potenziare o realizzare nuovi servizi per il turismo e l’ambiente. «Saranno investiti col sistema del “bilancio partecipativo”, con incontri pubblici, programmati a fine stagione – spiega -. L'imposta è applicata con tariffa agevolata sia ai turisti che alloggiano nelle strutture ricettive che nelle seconde case». Il modello di dichiarazione e le istruzioni per il pagamento sono sul sito della Silene (silenemultiservizi.it). Infoline: 0789741042.
L'assessore alle Finanze, Ignazio Mannoni, chiarisce: «I possessori delle seconde case devono versare l'imposta solo se affittano l'immobile a scopi turistici o ricreativi, dal 15 giugno al 15 settembre. Nulla è dovuto per i contratti di locazione annui, né per gli appartamenti ceduti a titolo gratuito a parenti o amici, come specificato nel regolamento comunale. Per chi affitta, invece, sono previste due opzioni: la riscossione giornaliera di 1,40 euro a pernottamento per ogni persona e il versamento alle scadenze stabilite, o un pagamento annuo forfettario di 150 euro per ciascun immobile, sino a un massimo di tre, da versare entro il 15 giugno». Sottolinea il direttore generale della Silene, Carlo Smaldini: «Abbiamo inviato le lettere per informare i proprietari delle seconde case sull'imposta di soggiorno. È vero, il telefono della Silene squilla in continuazione in questi giorni, ci dispiace per le attese degli utenti, ma stiamo chiarendo tutti i dubbi». Spiega: «Sono esclusi dal pagamento i proprietari che ospitano parenti o amici. A una condizione: siano presenti contemporaneamente nell'immobile o ci siano coloro che fanno parte dei loro nuclei familiari anagrafici. Il tributo non è dovuto se il privato concede l'immobile in comodato gratuito a parenti e affini: coniuge, genitori, nonni, figli, fratelli, sorelle, generi, nuore, suoceri. Nel sito della Silene, pubblicheremo queste delucidazioni».
L'assessore al Turismo, Stefania Taras, sottolinea che gli introiti dell'imposta di soggiorno saranno utilizzati per migliorare, potenziare o realizzare nuovi servizi per il turismo e l’ambiente. «Saranno investiti col sistema del “bilancio partecipativo”, con incontri pubblici, programmati a fine stagione – spiega -. L'imposta è applicata con tariffa agevolata sia ai turisti che alloggiano nelle strutture ricettive che nelle seconde case». Il modello di dichiarazione e le istruzioni per il pagamento sono sul sito della Silene (silenemultiservizi.it). Infoline: 0789741042.
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