La Nuova Sardegna

Olbia

Reparto di ginecologia si decide sulla riapertura

di Angelo Mavuli

Scadono stamattina i termini dell’ordinanza del sindaco per riavviare il servizio Biancareddu pronto ad atti durissimi. Chiarelli (Cgil): «Questa è una catastrofe»

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TEMPIO. Eì il giorno del giudizio, per il reparto di Ginecologia e Ostetricia. Stamattina si saprà se riprenderà l’attività o se la chiusura non verrà interrotta. Scadono infatti i termini imposti dall’ordinanza n. 3 con la quale il sindaco Biancareddu ha imposto all’Ats Sardegna e al direttore generale dell’Assl di Olbia “di ripristinare il pieno servizio del reparto chiuso all'improvviso per mancanza d i medici il 22 aprile”. Se ciò non avvenisse, Biancareddu ha già annunciato più drastici provvedimenti.

Cgil. Sulla vicenda, è intervenuta ieri la Cgil con un comunicato firmato dal suo rappresentante Giorgio Chiarelli, medico del Paolo Dettori. «Dopo mesi di progettazioni, discussioni e proclami da parte dell’assessore Arru e del super manager dell’Ats e dei suoi distretti territoriali, (dove compaiono sempre gli stessi nomi come al gioco delle tre carte), i cittadini si aspettavano che l’annunciato apparato della Sanità, snellito, rimodernato e arricchito di nuove risorse umane e strutturali, garantisse quei servizi che prima di tale processo mancavano o non erano adeguati. Alla fine della fiera - prosegue il medico sindacalista -, tutti all’apparenza sarebbero stati ascoltati e nessuno sarebbe stato privato dell’essenziale. Chi però ha conoscenza storica delle commistioni fra politica e sanità ha capito benissimo, invece, che ciò che appare è differente dalla realtà». Chiarelli, nella sua disamina, non esita ad indicare quale peso abbiano avuto in questa “epica riforma tali connivenze”. Strutture complesse che continuano ad esistere senza alcun requisito, come ad esempio l’ospedale di Lanusei ed altri ancora. Miserie umane - scrive Chiarelli -, che muovono i massimi sistemi politici, incuranti di quello che il cittadino sta vivendo sulla propria pelle a seguito di una riforma epocale che doveva proiettare la Sardegna nell’élite sanitaria nazionale e che invece sta creando malumori ed autentici disservizi nella cosa più sacra che l’uomo ha: la sua salute».

Sistema asservito. Preso di mira da Chiarelli anche il sistema «asservito al raggiungimento di un preciso obiettivo. La cui priorità non è l’interesse del cittadino, ma il raggiungimento di un contenimento della spesa sanitaria nei tempi più brevi possibili. Ottenendo così risultati economici premiali per il manager con ripercussioni catastrofiche sull’utenza. Tutto ciò che inizialmente doveva essere tagliato (ospedali e servizi periferici) andrà a sparire comunque. Anche se sulla carta vogliono farci credere che tutto esista ancora. In questo stato di cose, il “cattivo” politico non ha il coraggio delle sue azioni e preferisce arrivare ai suoi obiettivi con stratagemmi che gli consentiranno sempre di cadere in piedi. Non potendo formalmente essere accusato di aver eliminato alcunché».

Allerta. Allarmante infine la netta descrizione di quanto sta avvenendo al Dettori reparto per reparto, «dove il personale medico - prosegue la Cgil - si deve spesso accollare oneri burocratici che non gli competono, per poter proseguire nell’erogazione delle prestazioni».

La sanità ai medici. La Cgil auspica infine che la Sanità torni ad essere gestita da medici che abbiano competenza nel loro settore e conoscano le necessità del territorio».

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