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Olbia

Autorità portuale e mitilicoltori ai ferri corti sul futuro del golfo

Autorità portuale e mitilicoltori ai ferri corti sul futuro del golfo

Il Flag Nord Sardegna dice no al presidente Massimo Deiana che vuole contenere le produzioni Benedetto Sechi: «È un’aggressione al comparto che ha fatto un grande sforzo per riorganizzarsi»

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OLBIA. Lasciato alle spalle il convegno regionale sullo stato della filiera ittica, svolto a Olbia alcune settimane, il Flag Nord Sardegna segue con attenzione l’attività della gestione dei porti, da parte dell’Autorità di sistema sia per la logistica che riguarda gli spazi a disposizione dei pescatori, sia per limiti che potrebbero derivare alle produzioni della molluschicoltura, così come preannunciate dal presidente dell’Authority Massimo Deiana, proprio in occasione del convegno.

Secondo il Flag si tratta quasi di una aggressione al comparto «proprio nel momento in cui questo si è riorganizzato al punto da essere tra i pochi settori con potenzialità di espansione, nella Gallura e in Sardegna».

Il Flag ritiene inaccettabile la posizione espressa dal presidente Deiana, che pensa siano attività secondarie, quelle legate alle produzioni ittiche, se confliggenti con l’idea che egli ha della gestione delle infrastrutture portuali e degli spazi demaniali. «Il Flag Nord Sardegna è un’agenzia di sviluppo locale che agisce nell’ambito della programmazione Europea, attraverso il Feamp, il Fondo europeo affari marittimi e pesca – dice il presidente Benedetto Sechi – nel nostro Piano di Azione sono comprese attività di valorizzazione, creazione di occupazione e innovazione in tutte le fasi della filiera dei prodotti dell’acquacoltura, avendo cura del benessere sociale e il patrimonio culturale nelle aree a forte vocazione per l’acquacoltura».

La vice presidente della commissione pesca della Commissione europea, Renata Briano, presente al convegno di Olbia, ha sottolineato come la portualità non debba essere svincolata dall’equilibrio di diversi comparti produttivi, e che un certo tipo di turismo, lo stesso che vuole qualità, non è in conflitto con l’acquacoltura. «Se la canaletta del Porto di Olbia è stretta non ha senso e non è logico incentivare ancora un traffico marittimo che non può essere sostenibile – continua il presidente del Flag – né logisticamente né sotto il profilo ambientale, e a dispetto delle norme di base dettate dal codice della navigazione; se si seguisse la logica indicata dall’Autorità portuale e dal comune di Olbia, dopo la seconda corsia dovremmo realizzare la terza e magari una quarta corsia».

Il Flag suggerisce al presidente dell’Authority di predisporre un piano di sviluppo dell'intero sistema portuale sardo, programmando uno sviluppo equilibrato di tutti i porti sui quali ha competenza. Per questo è necessario coinvolgere, nella sua fase preliminare, tutti i soggetti economici che operano nelle aree portuali e negli spazi demaniali di sua competenza. «Debbono essere programmati gli investimenti nelle infrastrutture portuali – conclude Sechi – che hanno urgente bisogno di interventi in banchina, negli specchi acquei e nei servizi; solo in questo modo si salvaguarderanno tutte le economie, compresa la molluschicoltura».



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