Il Comune costretto a pagare 40mila euro
Si tratta di debiti fuori bilancio tra cui multe annullate dal giudice di pace e ordinanze di demolizione
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. Oltre 40mila euro di debiti fuori bilancio. Un malloppo di crediti che i privati devono riscuotere dal Comune. Si tratta per lo più di spese legali per multe annullate dal giudice di pace. Il più alto, 22mila 600 euro fa riferimento a una causa davanti al Tar di un agente di polizia locale escluso da un concorso.
Il presidente della commissione Bilancio, Alessandro Altana, ha illustra uno per uno i debiti che il Comune è costretto a pagare. Passano tutti con il voto unanime dell’aula.
I servizi funebri. Nel lungo elenco ci sono 5mila 350 euro dei servizi funebri del 2014. «Il Comune – ha spiegato Altana – si sostituisce al privato in caso di cittadini meno abbienti. La fattura di questo servizi è stata però presentata solo adesso.
Casa abusiva anzi no. Il Comune nel 2016 aveva emesso una ordinanza di demolizione di una casa colonica a Suiles. L’ente l’aveva così catalogata sulla base delle immagini di Google earth stabilendo che i lavori di costruzione erano cominciati un anno dopo il rilascio della concessione edilizia. La proprietaria aveva impugnato davanti al giudice amministrativo la decisione del Comune vincendola. Da qui l’obbligo di risarcimento delle spese legali per il Comune.
Multe annullate. Nessuno pensi a qualche sanzione della Ztl. Le multe annullate dal giudice di pace sono degli anni precedenti all’entrata in vigore della zona a traffico limitato. Il Comune in questo caso deve pagare circa 1500 euro di spese legali. C’è poi un incidente avvenuto a un cittadino in macchina nella zona del Borgo delle rose a causa delle condizioni della strada che è costato al Comune 1800 euro.
Stipendi arretrati. Il debito più pesante riguarda la causa fatta da un agente di polizia locale esclusa dalla selezione del 2007 e reintegrato dal giudice. Il Comune dovrà pagarle un anno di stipendi arretrati per un totale di 22mila 600 euro.
Equilibri di bilancio. La maggioranza ha portato in aula l’approvazione degli equilibri di bilancio, atto con il quale il Comune è tenuto a rispettare il principio del pareggio. Delibera passata senza i voti della minoranza. Perché dice «nel bilancio non c’è una sola risorsa che non sia stata programmata dalla giunta precedente. Questa maggioranza da due anni vive di soldi e progetti del passato». (se.lu.)
Il presidente della commissione Bilancio, Alessandro Altana, ha illustra uno per uno i debiti che il Comune è costretto a pagare. Passano tutti con il voto unanime dell’aula.
I servizi funebri. Nel lungo elenco ci sono 5mila 350 euro dei servizi funebri del 2014. «Il Comune – ha spiegato Altana – si sostituisce al privato in caso di cittadini meno abbienti. La fattura di questo servizi è stata però presentata solo adesso.
Casa abusiva anzi no. Il Comune nel 2016 aveva emesso una ordinanza di demolizione di una casa colonica a Suiles. L’ente l’aveva così catalogata sulla base delle immagini di Google earth stabilendo che i lavori di costruzione erano cominciati un anno dopo il rilascio della concessione edilizia. La proprietaria aveva impugnato davanti al giudice amministrativo la decisione del Comune vincendola. Da qui l’obbligo di risarcimento delle spese legali per il Comune.
Multe annullate. Nessuno pensi a qualche sanzione della Ztl. Le multe annullate dal giudice di pace sono degli anni precedenti all’entrata in vigore della zona a traffico limitato. Il Comune in questo caso deve pagare circa 1500 euro di spese legali. C’è poi un incidente avvenuto a un cittadino in macchina nella zona del Borgo delle rose a causa delle condizioni della strada che è costato al Comune 1800 euro.
Stipendi arretrati. Il debito più pesante riguarda la causa fatta da un agente di polizia locale esclusa dalla selezione del 2007 e reintegrato dal giudice. Il Comune dovrà pagarle un anno di stipendi arretrati per un totale di 22mila 600 euro.
Equilibri di bilancio. La maggioranza ha portato in aula l’approvazione degli equilibri di bilancio, atto con il quale il Comune è tenuto a rispettare il principio del pareggio. Delibera passata senza i voti della minoranza. Perché dice «nel bilancio non c’è una sola risorsa che non sia stata programmata dalla giunta precedente. Questa maggioranza da due anni vive di soldi e progetti del passato». (se.lu.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
