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Olbia

Geseco in salute con 3 milioni di fatturato

Arzachena, chiuso il bilancio della società in house: 35mila euro di utile, 30mila in più rispetto al 2016

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ARZACHENA. La municipalizzata Geseco chiude il bilancio 2017 con un utile netto di oltre 35mila euro, 30mila in più rispetto al 2016. La somma sarà reinvestita per potenziare verde pubblico e manutenzioni. Anche dall'aumento di 175mila euro del fatturato complessivo, che ammonta a 2 milioni 887mila, emerge il buono stato finanziario della partecipata. «Il risultato è frutto del lavoro sinergico del team della Geseco che ha recepito e portato avanti le linee guida dell’amministrazione», commenta l'ex amministratore unico Pier Paolo Nicola Asara. Come previsto dal contratto, dopo l’approvazione del bilancio ha lasciato l'incarico che gli era stato conferito un anno fa dal commissario del Comune. «Siamo soddisfatti – dichiara il sindaco Roberto Ragnedda – . La situazione ereditata ci aveva portato a rimodulare la municipalizzata, ottimizzando anche l'ufficio amministrativo. Grazie al lavoro di squadra svolto da Asara, dal revisore contabile Salvatore Piras e dalla consulente esterna Giovanna Azara, abbiamo ottenuto un risultato positivo che ci consente di mantenere la Geseco, braccio operativo dell'ente locale. Le risorse garantiscono stabilità alla partecipata e permettono di migliorare i numerosi servizi strategici. A breve sarà nominato un nuovo amministratore unico». Al vertice Geseco c'è la direttrice generale Anna Maria Zedda, il suo contratto non è stato ancora formalizzato. «Le attività di controllo e il costante monitoraggio hanno contribuito a razionalizzare le spese e a rendere più efficiente la macchina della Silene – afferma l'assessore Gabriella Demuro. Stiamo apportando modifiche allo statuto, perché gli utili saranno reinvestiti per potenziare alcuni servizi, come il verde pubblico e le manutenzioni, ma anche per incrementarne altri». L'ex amministratore unico illustra il bilancio 2017. «Emerge una riduzione dei crediti, rispetto al 2016 sono stati dimezzati, perché sono stati rispettati soprattutto i tempi di fatturazione dei vari servizi in house – dice Asara –. Si è registrato un consistente aumento di liquidità: da circa 196mila euro si è passati a 527mila. Consentiranno di coprire i costi del primo trimestre 2018, periodo in cui alcuni servizi della società hanno incassi irrisori. Inversione di rotta anche per gli “anticipi di fatture in banca”, prassi usata in passato con aggravio di costi». Del fatturato complessivo di oltre 2milioni 800mila euro, 1milione 980mila deriva dalle prestazioni in house. Oltre il 50% i servizi socia; 291mila euro gli incassi del centro servizi Capriccioli, 437mila quelli dei siti archeologici, 170mila i parcheggi». (w.b.)

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