Spaccio vicino alle scuole si costituisce il latitante
di Tiziana Simula
Il pakistano Iqbal Shah si è consegnato alla polizia allo sbarco in aeroporto È accusato con altri due di vendere marijuana, hascisc e cocaina agli alunni
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OLBIA. Iqbal Shah, 28 anni, pakistano, residente in città, si è costituito l’altro ieri notte alla polizia, assistito dagli avvocati Angelo Merlini e Cristina Mele, e ora si trova agli arresti domiciliari. È il terzo giovane nei confronti del quale il gip del tribunale di Tempio Giuseppe Grotteria poco meno di un mese fa aveva emesso un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari che non era però stato eseguito perché il 28enne si trovava in Pakistan. Erano stati invece arrestati, e tuttora si trovano agli arresti domiciliari, Giovanni Battista Sireni, 19 anni di Olbia, e Asad Rabi, 22 anni, pakistano. L’accusa mossa ai tre è quella di spacciare la droga – marijuana e hascisc, soprattutto, e in forma minore anche cocaina –, a minorenni. Attività che avveniva soprattutto vicino alle scuole. Secondo la polizia che ha condotto le indagini, i clienti, erano soprattutto studenti.
L’operazione “Pozzetto” – condotta dal dirigente del commissariato Fernando Spinicci e dal capo della squadra anticrimine Lino Collu, e coordinate dal pm Ginevra Grilletti – era partita a settembre, quando un giovane residente in un centro della Gallura era stato ricoverato prima a Nuoro e poi a Olbia per overdose di cocaina. Da lì, mesi di intercettazioni, dati incrociati e indagini a tutto campo per arrivare a individuare i presunti spacciatori. Il grosso dello spaccio avveniva alle spalle dell’istituto Panedda, nei pressi delle mura puniche, una zona degradata che i giovani olbiesi chiamano appunto Pozzetto. Gli spacciatori agivano di giorno e di notte anche vicino ad altre scuole. E tra i clienti, secondo quanto emerge dalle indagini, figuravano decine e decine di minori, alcuni dei quali frequentanti addirittura le scuole medie.
Ai primi di aprile, il provvedimento del gip che ha portato ai domiciliari Giovanni Battista Sireni, difeso dall’avvocato Mario Delitala, e Asad Rabi, assistito dall’avvocato Pietro Carzedda. I due difensori hanno presentato appello al Riesame contro la misura disposta dal gip. Mercoledì notte si è invece costituito alla polizia che lo attendeva allo sbarco, al “Costa Smeralda”, il terzo giovane, Iqbal Shah(aveva avvisato del suo arrivo). La polizia lo ha preso in consegna e dopo averlo condotto in commissariato, lo ha accompagnato a casa, agli arresti domiciliari.
L’operazione “Pozzetto” – condotta dal dirigente del commissariato Fernando Spinicci e dal capo della squadra anticrimine Lino Collu, e coordinate dal pm Ginevra Grilletti – era partita a settembre, quando un giovane residente in un centro della Gallura era stato ricoverato prima a Nuoro e poi a Olbia per overdose di cocaina. Da lì, mesi di intercettazioni, dati incrociati e indagini a tutto campo per arrivare a individuare i presunti spacciatori. Il grosso dello spaccio avveniva alle spalle dell’istituto Panedda, nei pressi delle mura puniche, una zona degradata che i giovani olbiesi chiamano appunto Pozzetto. Gli spacciatori agivano di giorno e di notte anche vicino ad altre scuole. E tra i clienti, secondo quanto emerge dalle indagini, figuravano decine e decine di minori, alcuni dei quali frequentanti addirittura le scuole medie.
Ai primi di aprile, il provvedimento del gip che ha portato ai domiciliari Giovanni Battista Sireni, difeso dall’avvocato Mario Delitala, e Asad Rabi, assistito dall’avvocato Pietro Carzedda. I due difensori hanno presentato appello al Riesame contro la misura disposta dal gip. Mercoledì notte si è invece costituito alla polizia che lo attendeva allo sbarco, al “Costa Smeralda”, il terzo giovane, Iqbal Shah(aveva avvisato del suo arrivo). La polizia lo ha preso in consegna e dopo averlo condotto in commissariato, lo ha accompagnato a casa, agli arresti domiciliari.
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