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La minoranza: subito gli incontri per decidere il sito dell’ecocentro

ARZACHENA. Chiarimenti della minoranza in merito alle dichiarazioni del sindaco Roberto Ragnedda sull'ecocentro di Baja Sardina. La struttura, come annunciato dal primo cittadino, non sarà...

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ARZACHENA. Chiarimenti della minoranza in merito alle dichiarazioni del sindaco Roberto Ragnedda sull'ecocentro di Baja Sardina. La struttura, come annunciato dal primo cittadino, non sarà realizzata nella lottizzazione La Crucitta. Sede individuata nel 2013 dalla precedente amministrazione. La giunta d'accordo con i cittadini che hanno contestato il sito individuerà una nuova zona.

Pochi giorni fa i giudici amministrativi hanno respinto il ricorso presentato 5 anni fa dal comitato civico e da alcuni privati. Sostenendo che l'area è di pregio ambientale, naturalistico e turistico, chiedevano l'annullamento della deliberazione consiliare con la quale era stata modificata la lottizzazione: da zona di interesse turistico a servizi. Raggiunta l'intesa con la nuova amministrazione, prima del pronunciamento del Tar, il comitato civico non si era presentato all'udienza. «Quando Baja Sardinia si oppose alla realizzazione dell'ecocentro nell'area concordata in precedenza con un gruppo designato a rappresentare la frazione – afferma il consigliere di minoranza Alessandro Malu (Nuova Arzachena), ex vice sindaco nella legislatura di Alberto Ragnedda –, l'allora amministrazione ne prese atto e non fece altro che trasferire le risorse disponibili a Cannigione, onde evitare di perdere i finanziamenti ottenuti. Ben prima del pronunciamento del Tar, che conferma la correttezza dell'azione amministrativa. L'amministrazione precedente accolse la richiesta di non realizzare l'ecocentro per non imporre scelte in contrasto con la volontà di abitanti e operatori. Apprendiamo che è comunque volontà dell'attuale amministrazione individuare una nuova area, perciò suggeriamo di avviare prima gli incontri pubblici sul tema. Nel frattempo segnaliamo le difficoltà di alcuni operatori causate dal numero esiguo di cassonetti nell'isola ecologica e la necessità di rivedere il regolamento d'igiene urbana nel caso in cui si voglia estendere il servizio “porta a porta” ad altre zone. Sottolineiamo che non è corretto chiedere agli operatori di anticipare l'apertura degli esercizi commerciali senza dare un adeguato supporto nei servizi comunali». (w.b.)

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