Presto al via i lavori di ampliamento dell’Isola Bianca
di Stefania Puorro
La visita del comandante generale delle capitanerie di porto «Tutela del mare e migranti: ecco le strategie d’intervento»
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OLBIA. Portualità, difesa del mare, sicurezza, migranti, tutela delle aree protette e dei mammiferi marini. Sono stati questi i temi affrontati ieri pomeriggio dal comandante generale delle capitanerie di porto, l’ammiraglio ispettore capo Giovanni Pettorino, sbarcato nel nord Sardegna dopo le tappe in Campania e Calabria.
In una sala della guardia costiera, davanti al direttore marittimo e comandante della capitaneria di porto di Olbia Maurizio Trogu, il numero uno delle capitanerie in Italia ha subito parlato del porto dell’isola Bianca e delle prospettive di ulteriore crescita. «E’ uno scalo marittimo che già risponde bene alle richieste - ha detto Pettorino -, sia per quanto riguarda il traffico passeggeri che per quello delle navi da crociera. E’ chiaro, però, che sono necessari lavori di ampliamento e una serie di interventi, a partire dalle operazioni di dragaggio. Sulle attività portuali e marittime bisogna continuare a investire, perché sono fondamentali anche per l’economia del territorio».
Mare sicuro. La sicurezza è una parola d’ordine per il corpo delle capitanerie. «Il prossimo giugno, come sempre - anticipa Pettorino - partirà l’operazione Mare Sicuro. Ma per l’imminente stagione estiva sono previste una serie di novità, in base a una direttiva già diffusa al ministero. La svolta riguarda il bollino blu, l’adesivo che viene consegnato alle imbarcazioni in regola al primo controllo. La distribuzione avverrà infatti con una procedura più snella. L’obiettivo finale, però, è di arrivare ad diffondere una maggiore cultura del mare e dell’autocontrollo per responsabilizzare ulteriormente tutti coloro che vanno per mare. In generale, comunque, si registra già oggi più consapevolezza, in merito a regole, rischi e pericoli. All’inizio degli anni ’60, quando la gente cominciava ad affollare le spiagge, morivano ogni anno in mare centinaia di persone. Gli incidenti, adesso, sono diminuiti del 90 per cento. Ma bisogna ancora lavorare in questa direzione ed è per questo che si pensando di ufficializzare una vera e propria “giornata del mare” che dovrebbe essere fissata l’11 aprile».
Tutela del mare. «E’ questo uno dei compiti principali delle guardie e per questo riguarda l’area di Olbia l’impegno dei nostri uomini si concentra su oltre 30mila chilometri quadrati di mare. Il Mediterraneo è un mare semichiuso, che cambia le sue acque lentamente e per questo va difeso e preservato con molta cura, dedicando ovviamene tanta attenzione alle aree marine protette. Non solo. C’è una concentrazione inconsueta di mammiferi, in questo caso mi riferisco al santuario dei cetacei, e per questo continueremo a intensificare le misure di conservazione».
Migranti. «Gli sbarchi dei migranti nel sud della Sardegna, provenienti principalmente dall’Algeria, sono ancora marginali rispetto alla Sicilia. Ma, in generale, lo sforzo delle capitanerie italiane negli ultimi 4 anni è stato epocale. Sono state portate a termine oltre 4500 operazioni di soccorso e sono state salvate 681mila persone. Non ci sono altri precedenti simili da parte di altre guardie costiere».
Riforma dei porti. Con la riforma dei porti (decreto legge 116 del 2016) sono state costituite le autorità di sistema. «Le autorità portuali - ricorda il comandante generale delle capitanerie - sono state ridotte da 22 a 15 e in Sardegna è nata l’autorità di sistema con sede a Cagliari. E’ una riforma importante che dà un impulso nuovo per lo sviluppo dei porti. E Olbia continua a conservare un ruolo di primo piano».
In una sala della guardia costiera, davanti al direttore marittimo e comandante della capitaneria di porto di Olbia Maurizio Trogu, il numero uno delle capitanerie in Italia ha subito parlato del porto dell’isola Bianca e delle prospettive di ulteriore crescita. «E’ uno scalo marittimo che già risponde bene alle richieste - ha detto Pettorino -, sia per quanto riguarda il traffico passeggeri che per quello delle navi da crociera. E’ chiaro, però, che sono necessari lavori di ampliamento e una serie di interventi, a partire dalle operazioni di dragaggio. Sulle attività portuali e marittime bisogna continuare a investire, perché sono fondamentali anche per l’economia del territorio».
Mare sicuro. La sicurezza è una parola d’ordine per il corpo delle capitanerie. «Il prossimo giugno, come sempre - anticipa Pettorino - partirà l’operazione Mare Sicuro. Ma per l’imminente stagione estiva sono previste una serie di novità, in base a una direttiva già diffusa al ministero. La svolta riguarda il bollino blu, l’adesivo che viene consegnato alle imbarcazioni in regola al primo controllo. La distribuzione avverrà infatti con una procedura più snella. L’obiettivo finale, però, è di arrivare ad diffondere una maggiore cultura del mare e dell’autocontrollo per responsabilizzare ulteriormente tutti coloro che vanno per mare. In generale, comunque, si registra già oggi più consapevolezza, in merito a regole, rischi e pericoli. All’inizio degli anni ’60, quando la gente cominciava ad affollare le spiagge, morivano ogni anno in mare centinaia di persone. Gli incidenti, adesso, sono diminuiti del 90 per cento. Ma bisogna ancora lavorare in questa direzione ed è per questo che si pensando di ufficializzare una vera e propria “giornata del mare” che dovrebbe essere fissata l’11 aprile».
Tutela del mare. «E’ questo uno dei compiti principali delle guardie e per questo riguarda l’area di Olbia l’impegno dei nostri uomini si concentra su oltre 30mila chilometri quadrati di mare. Il Mediterraneo è un mare semichiuso, che cambia le sue acque lentamente e per questo va difeso e preservato con molta cura, dedicando ovviamene tanta attenzione alle aree marine protette. Non solo. C’è una concentrazione inconsueta di mammiferi, in questo caso mi riferisco al santuario dei cetacei, e per questo continueremo a intensificare le misure di conservazione».
Migranti. «Gli sbarchi dei migranti nel sud della Sardegna, provenienti principalmente dall’Algeria, sono ancora marginali rispetto alla Sicilia. Ma, in generale, lo sforzo delle capitanerie italiane negli ultimi 4 anni è stato epocale. Sono state portate a termine oltre 4500 operazioni di soccorso e sono state salvate 681mila persone. Non ci sono altri precedenti simili da parte di altre guardie costiere».
Riforma dei porti. Con la riforma dei porti (decreto legge 116 del 2016) sono state costituite le autorità di sistema. «Le autorità portuali - ricorda il comandante generale delle capitanerie - sono state ridotte da 22 a 15 e in Sardegna è nata l’autorità di sistema con sede a Cagliari. E’ una riforma importante che dà un impulso nuovo per lo sviluppo dei porti. E Olbia continua a conservare un ruolo di primo piano».
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