il processo lumaca
Re dei night a giudizio, in aula i testi
Dopo 15 anni è ancora accusato di sfruttamento della prostituzione
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OLBIA. I fatti contestati risalgono al lontano 2003. A distanza di quindici anni, Fernando Magliocchetti, per trent’anni re indiscusso di night club e circoli privati, non ha ancora chiuso i conti con la giustizia. Ieri si è tenuta una nuova udienza di uno dei tanti processi che lo vedono imputato per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento di immigrazione clandestina. In realtà i procedimenti a suo carico ieri erano due: il primo è stato rinviato al 19 settembre, mentre il secondo, è stato aggiornato al 25 settembre per l’ascolto di altri testimoni del pubblico ministero, dopo che in aula, è stata sentita un’ex dipendente di Magliocchetti che all’epoca dei fatti contestati lavorava al night club “Smeraldo”.
Davanti al collegio presieduto dal giudice Andrea Pastori, la donna ha confermato che il suo compito fosse quello di intrattenere i clienti per farli consumare e quindi, spendere, e di avere qualche volta anche consumato prestazioni sessuali. Ma non ha confermato, a domanda precisa dell’avvocato Giampaolo Murrighile, nuovo difensore dell’imputato, che Magliocchetti fosse a conoscenza delle sue prestazioni sessuali. Nella prossima udienza saranno sentite altre ex dipendenti.
Nel 2013, l’impresario olbiese, dichiarato socialmente pericoloso, venne sottoposto a misure di prevenzione per cinque anni e alla confisca dei beni immobili di sua proprietà del valore di 1,4 milioni di euro acquisiti, secondo i carabinieri, grazie ai proventi di una pluriennale attività delinquenziale. (t.s.)
Davanti al collegio presieduto dal giudice Andrea Pastori, la donna ha confermato che il suo compito fosse quello di intrattenere i clienti per farli consumare e quindi, spendere, e di avere qualche volta anche consumato prestazioni sessuali. Ma non ha confermato, a domanda precisa dell’avvocato Giampaolo Murrighile, nuovo difensore dell’imputato, che Magliocchetti fosse a conoscenza delle sue prestazioni sessuali. Nella prossima udienza saranno sentite altre ex dipendenti.
Nel 2013, l’impresario olbiese, dichiarato socialmente pericoloso, venne sottoposto a misure di prevenzione per cinque anni e alla confisca dei beni immobili di sua proprietà del valore di 1,4 milioni di euro acquisiti, secondo i carabinieri, grazie ai proventi di una pluriennale attività delinquenziale. (t.s.)
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