tribunale
Affitto d’azienda, imprenditore finisce a processo per truffa
ARZACHENA. Secondo l’accusa, nel contratto di affitto d’azienda stipulato con due società, avrebbe compreso anche l’immobile che in realtà era soggetto a esecuzione immobiliare, facendosi consegnare...
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ARZACHENA. Secondo l’accusa, nel contratto di affitto d’azienda stipulato con due società, avrebbe compreso anche l’immobile che in realtà era soggetto a esecuzione immobiliare, facendosi consegnare la somma di 60mila euro come corrispettivo per l’affitto di azienda pur sapendo che l’immobile non era nella sua disponibilità.
Martino Malu, rappresentante legale della M.M.P srl di Arzachena è finito a processo con l’accusa di truffa ai danni di due imprenditrici della penisola, Roberta Natali e Cristina Mingolla.
Nell’udienza dell’altro ieri, di fronte al giudice monocratico del tribunale di Tempio, è stato ascoltato come testimone un finanziere. Rispondendo alle domande del difensore di Malu, l’avvocato Ezia Orecchioni, e del pubblico ministero, il finanziere ha dichiarato che, dopo aver sentito il notaio di fronte al quale erano stati firmati il contratto preliminare di affitto di azienda e il contratto di affitto d’azienda, dagli atti non risultava che l’immobile fosse stato dato in affitto, come invece sostenuto nella contestazione.
L’accusa di truffa insomma verrebbe meno. Nella prossima udienza saranno sentiti altri testimoni. (t.s.)
Martino Malu, rappresentante legale della M.M.P srl di Arzachena è finito a processo con l’accusa di truffa ai danni di due imprenditrici della penisola, Roberta Natali e Cristina Mingolla.
Nell’udienza dell’altro ieri, di fronte al giudice monocratico del tribunale di Tempio, è stato ascoltato come testimone un finanziere. Rispondendo alle domande del difensore di Malu, l’avvocato Ezia Orecchioni, e del pubblico ministero, il finanziere ha dichiarato che, dopo aver sentito il notaio di fronte al quale erano stati firmati il contratto preliminare di affitto di azienda e il contratto di affitto d’azienda, dagli atti non risultava che l’immobile fosse stato dato in affitto, come invece sostenuto nella contestazione.
L’accusa di truffa insomma verrebbe meno. Nella prossima udienza saranno sentiti altri testimoni. (t.s.)
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