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Olbia

Albergo diffuso in centro il progetto ora è a rischio

di Angelo Mavuli
Albergo diffuso in centro il progetto ora è a rischio

“Metro cubo zero”: investitori pronti a lasciare, nessuna risposta dal Comune Azara: «Avevamo chiesto interventi sul decoro urbano, nulla è stato fatto»

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TEMPIO. Per gli ideatori, troppi proclami politici vuoti, parole al vento e poco coraggio di agire. Il Progetto Turismo a metro cubo zero presentato ufficialmente alla giunta dall’investitore nel luglio scorso, quando era approdato nella “stanza dei bottoni”, starebbe per abbandonare Tempio.

Progetto congelato A confermare tale eventualità è il geometra Andrea Azara di Arzachena che con la moglie, l’avvocato Giovanna Cannas di Tempio e con il supporto dell’investitore Michele Ragazzi, aveva creato il progetto. «La possibilità che il Progetto Turismo a metro cubo zero possa non essere più realizzato - dice Azara -, è molto concreta. Per il momento è tutto congelato».

Differenze. Andrea Azara sottolinea come in altre località dell’isola ci sia stata maggior determinazione. A Olbia, per esempio, il sindaco Nizzi, è riuscito in una settimana a togliere le auto dal centro storico e da altri siti e ad adottare altri provvedimenti che potrebbero apparire anche impopolari ma necessari evidentemente per uno sviluppo più armonico della città».

Interventi coraggiosi. «Di questo si tratta - spiega Andrea Azara -. Noi, agli amministratori tempiesi, per realizzare il progetto non abbiamo chiesto finanziamenti o porzioni di terreno da sacrificare all’edilizia. Abbiamo chiesto interventi coraggiosi sul decoro urbano. Seria sistemazione degli ingressi cittadini da sempre in uno stato pietoso. Pulizia della facciate dei palazzi pubblici. Eliminazione degli orpelli dalle case del centro storico: cavi di tutti i generi, vecchie aste arrugginite, condizionatori d’aria in quantità industriale, insegne luminose o meno in tutte le fogge e materiali, manifesti murali su pareti storiche. Ed ancora, strade in granito dissestate e trascurate e dalle quali, proprio nel centro storico, escono centinaia di spezzoni di tubi. Muti testimoni di lavori mai finiti e di un antico ed ormai assuefatto degrado. Abbiamo chiesto una disciplina univoca per l’arredo degli esercizi pubblici, timidamente avviata ma ancora là da venire. Abbiamo chiesto di vietare la circolazione e il parcheggio delle auto in alcune siti ben definiti del centro con l’adozione immediata però di interventi e dotazioni per evitare disagi. Abbiamo chiesto interventi sulle edicole anche a nostre spese e siamo stati irrisi».

Borghi d’Italia. «Con una commissione bipartisan tecnico-scientifica-culturale ci proponevamo di trasformare il centro storico della città per inserire Tempio nell'elenco dei Borghi più belli d'Italia e nei siti turistici più rinomati del mondo. Non siamo stati ascoltati. L’ultima parola - chiude Azara -, la dirà comunque l’investitore che sarà in Sardegna alla fine die maggio»

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