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Olbia

Albergo diffuso a rischio si solleva un polverone

di Angelo Mavuli
Albergo diffuso a rischio si solleva un polverone

Le reazioni alla possibile fuga degli investitori di “Turismo a metro cubo zero” Il Pd: «Siamo fuori da ogni realtà». Ripensare Tempio: «Si salvi il salvabile»

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TEMPIO. La notizia sul possibile abbandono degli investitori del Progetto “Turismo a metro cubo zero”, per i mancati impegni dell’amministrazione comunale sul decoro cittadino, ha avuto in città l’effetto di un vero e proprio tsunami. Attoniti i commenti della gente, durissimi gli interventi politico-amministrativi.

Municipio in silenzio. «Siamo fuori da ogni realtà - scrive Mario Addis, segretario del Pd -. Ci troviamo di fronte ad un progetto, (venti milioni di euro in sette anni), che non ha chiesto alla città né un euro di finanziamento, né un metro lineare di suolo pubblico. Per poter cominciare i lavori di investimento, (l’acquisto in città di vecchie case cadenti e pericolose, da recuperare e riportare ai vecchi splendori, per trasformarle in camere d’albergo e suite per i turisti della costa), gli investitori hanno chiesto a Biancareddu e alla giunta di rendere la città decorosa, pulita, ordinata e accogliente. Richieste peraltro che ormai da due anni e mezzo arrivano con sempre maggiore insistenza anche dai tempiesi, esasperati dalle condizioni in cui versa la città, lasciata in agonia e ciclicamente travolta dai proclami del sindaco e dalle sue irreali conferenze stampa, solitari monologhi».

Motivi sconosciuti. Il Pd tempiese chiede di sapere i veri motivi che hanno indotto sindaco e assessori a ignorare in maniera tanto maldestra un progetto che a parole hanno sempre indicato come “il futuro della città”. Il Pd conclude chiedendo all’esecutivo “un sussulto di dignità”.

Confcommercio. Si dice invece “terrorizzata dalla notizia”, Elisabeth Vargiu presidente della Confcommercio che oggi, alle 15, incontrerà i suoi iscritti in un incontro peraltro già programmato.

Ripensare Tempio. «Le parole dure e forti dell’imprenditore Azara - afferma Ripensare Tempio con Antonio Addis, Sebastiana Carta e Daniela Campra -, non lasciano spazio ad alcuna giustificazione. La giunta non ha fatto nulla e non ha mantenuto la parola data, La città è sporca, degradata e si presenta pessimamente in ogni suo sito». Da Ripensare Tempio un invito a fare di tutto per evitare la fuga degli imprenditori.

Tempio Libera. «La responsabilità di quanto sta accadendo - scrive invece Tempio Libera di Antonio Balata e Monica Liguori -, è da ascrivere alla incapacità dell’assessore Aisoni, mai in grado di comprendere l’elevato valore economico e sociale del progetto prospettato alla città. La sua unica preoccupazione è la conta dei voti per le prossime elezioni regionali. A parte gli annunci di milioni mai visti, nel suo settore di competenza, non ha mai avuto inizio nulla».

Essere Cittadini. «La denuncia è chiara - dice Paolo Sanna di Essere cittadini -. Non è stato fatto niente di quanto era stato richiesto e promesso per un Progetto che rappresentava il futuro per una Tempio desolatamente in declino». Paolo Sanna, componente della Commissione tecnico-scientifica nel Progetto Turismo a metro cubo zero, chiede anche la convocazione urgente della stessa con l’intento, forse, di salvare il salvabile.

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