GUARDIA DI FINANZA
Azienda evade il Fisco per due milioni
Denunciato il rappresentante legale della Deiana Arredamenti
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OLBIA. L’azienda finita nel mirino della guardia di finanza è molto conosciuta. La “Deiana Arredamenti”, che da trent’anni si occupa della lavorazione del legname, ha sempre realizzato interventi importanti per diverse attività commerciali e imbarcazioni di pregio. Ma dal 2012 al 2016, questa società di Olbia (la sede è nella zona industriale) risultava sconosciuta al Fisco.
Tanto che il Gruppo di Olbia delle fiamme gialle, guidato dal maggiore Marco Salvagno - come è stato raccontato in un comunicato - ha scoperto un’evasione che supera i 2 milioni di euro. Il rappresentante legale e amministratore dell’azienda è stato denunciato alla procura della Repubblica di Tempio e, contestualmente, sono stati segnalati all’Agenzia delle Entrate tutti i redditi non dichiarati.
L’indagine, che è stata coordinata dal comando provinciale di Sassari, è partita nel novembre dello scorso anno e a lavorarci senza sosta sono stati gli esperti della finanza di OIbia. Qualcosa non tornava.
I numerosi clienti che si rivolgevano alla società per ottenere lavori all’interno di bar e ristoranti (numerosi anche sulle spiagge) o per interventi particolari a bordo di lussuose imbarcazioni, fatturavano regolarmente. Ma, contemporaneamente, l’azienda di arredamenti avrebbe operato «in totale evasione d’imposta. In particolare - si legge testualmente nel comunicato diffuso dal comando provinciale della guardia di finanza di Sassari - i militari del gruppo di Olbia hanno riscontrato che la società, in violazione alle più elementari norme tributarie, non teneva la contabilità riguardante la propria attività in modo regolare e non presentava alcun tipo di dichiarazione fiscale palesandosi appunto, nei confronti dell’Erario, quale evasore totale. Dopo mesi di verifiche che hanno consentito di ricostruire i rispettivi volumi d’affari della società attraverso i controlli incrociati eseguiti anche nei confronti dei vari clienti, è scattata la denuncia dell’amministratore». Il contrasto al sommerso d’azienda costituisce «una linea d’azione fondamentale nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle non soltanto per i profili strettamente connessi al recupero dei tributi sottratti al bilancio dello Stato e degli enti territoriali e locali - prosegue il documento -, ma anche perché consente di arginare la diffusione dell’abusivismo nel sistema economico a tutela delle imprese che operano nella piena e completa osservanza della legge e le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse da chi svolge “attività in nero”». (s.p.)
Tanto che il Gruppo di Olbia delle fiamme gialle, guidato dal maggiore Marco Salvagno - come è stato raccontato in un comunicato - ha scoperto un’evasione che supera i 2 milioni di euro. Il rappresentante legale e amministratore dell’azienda è stato denunciato alla procura della Repubblica di Tempio e, contestualmente, sono stati segnalati all’Agenzia delle Entrate tutti i redditi non dichiarati.
L’indagine, che è stata coordinata dal comando provinciale di Sassari, è partita nel novembre dello scorso anno e a lavorarci senza sosta sono stati gli esperti della finanza di OIbia. Qualcosa non tornava.
I numerosi clienti che si rivolgevano alla società per ottenere lavori all’interno di bar e ristoranti (numerosi anche sulle spiagge) o per interventi particolari a bordo di lussuose imbarcazioni, fatturavano regolarmente. Ma, contemporaneamente, l’azienda di arredamenti avrebbe operato «in totale evasione d’imposta. In particolare - si legge testualmente nel comunicato diffuso dal comando provinciale della guardia di finanza di Sassari - i militari del gruppo di Olbia hanno riscontrato che la società, in violazione alle più elementari norme tributarie, non teneva la contabilità riguardante la propria attività in modo regolare e non presentava alcun tipo di dichiarazione fiscale palesandosi appunto, nei confronti dell’Erario, quale evasore totale. Dopo mesi di verifiche che hanno consentito di ricostruire i rispettivi volumi d’affari della società attraverso i controlli incrociati eseguiti anche nei confronti dei vari clienti, è scattata la denuncia dell’amministratore». Il contrasto al sommerso d’azienda costituisce «una linea d’azione fondamentale nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle non soltanto per i profili strettamente connessi al recupero dei tributi sottratti al bilancio dello Stato e degli enti territoriali e locali - prosegue il documento -, ma anche perché consente di arginare la diffusione dell’abusivismo nel sistema economico a tutela delle imprese che operano nella piena e completa osservanza della legge e le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse da chi svolge “attività in nero”». (s.p.)
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