Riprendono le ricerche del ragazzo scomparso
Con l’ordine della questura tutte le forze disponibili in campo per Fabrizio Rocca Il ragazzo, originario di Bolzano, è scomparso da Porto Rotondo il 14 maggio
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OLBIA. La questura ha ordinato la ripresa delle ricerche di Fabrizio Rocca, il giovane di 23 anni originario di Bolzano scomparso il 14 maggio da Porto Rotondo. Da ieri polizia, carabinieri, vigili del fuoco, vigilanza di Porto Rotondo sono di nuovo impegnati a setacciare il territorio, per terra e anche via mare. Di qualche giorno fa l’accorato appello della madre del ragazzo Raffaella Derosa. «Mio figlio potrebbe aver trovato rifugio nelle case di Porto Rotondo – aveva detto –. Per questo chiedo ai proprietari, ai giardinieri e alle donne di servizio di aprire le case e di controllare e di verificare. Perché lui non può essere scappato. Era senza vestiti e senza scarpe». Capelli neri, alto un metro e 90, il ragazzo aveva lavorato per qualche giorno a Porto Rotondo come operatore informatico. Alloggiava nel residence Bouganville, all’ingresso della frazione. È quello l’ultimo posto in cui è stato visto. Avrebbe dovuto prendere un aereo per ritornare a casa ma di lui si sono perse le tracce. La famiglia il giorno dopo la scomparsa ha presentato denuncia ai carabinieri. Secondo le prime ricostruzioni, la sera del 14 maggio Fabrizio Rocca, per motivi ancora da accertare, avrebbe sfondato con un estintore il vetro della finestra della stanza in cui alloggiava. Poi avrebbe preso la valigia e sarebbe fuggito lasciando però i documenti personali e il portafogli con 700 euro.
Il 16 maggio sono scattate le prime ricerche con uomini e mezzi sia a terra che a mare. Le perlustrazioni si sono allargate alla zona sino al mare. Nell’area davanti al porto sono stati individuati alcuni effetti personali riconducili a Rocca. D’intesa con la Capitaneria di porto di Olbia si era così allargata la verifica al tratto di mare interno al porto e al tratto di costa roccioso a est dello stesso. Impegnati nelle ricerche 8 unità su terra e 4 unità sommozzatori con moto d’acqua. Ridotto il numero di squadre dopo una settimana senza esiti, da ieri l’ordine del questore ha stabilito di riprendere le ricerche in modo massiccio.
Il 16 maggio sono scattate le prime ricerche con uomini e mezzi sia a terra che a mare. Le perlustrazioni si sono allargate alla zona sino al mare. Nell’area davanti al porto sono stati individuati alcuni effetti personali riconducili a Rocca. D’intesa con la Capitaneria di porto di Olbia si era così allargata la verifica al tratto di mare interno al porto e al tratto di costa roccioso a est dello stesso. Impegnati nelle ricerche 8 unità su terra e 4 unità sommozzatori con moto d’acqua. Ridotto il numero di squadre dopo una settimana senza esiti, da ieri l’ordine del questore ha stabilito di riprendere le ricerche in modo massiccio.
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