La Nuova Sardegna

Olbia

Morto dopo l’incidente la Procura apre l’inchiesta

di Angelo Mavuli
Morto dopo l’incidente la Procura apre l’inchiesta

Lo scontro sulla Santa Teresa-Castelsardo. I legali: piena luce sui soccorsi Il magistrato incarica un anatomopatologo di studiare le carte dell’indagine 

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TEMPIO. La procura della Repubblica di Tempio ha aperto un’inchiesta sulla morte del commerciante 47enne Angelo Corsaro, deceduto in seguito a un incidente stradale mercoledì pomeriggio sulla litoranea Santa Teresa-Castelsardo. Stamane avranno inizio a Olbia le prime verifiche tecniche, affidate, dal sostituto procuratore del Tribunale di Tempio Ilaria Corbelli all’anatomopatologo Matteo Nioi, medico legale. Il magistrato ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche e non si esclude che già oggi possa essere effettuato l’esame necroscopico. Dal momento dello scontro, dovrà assere accertata tutta la fase dei soccorsi.

Funerale rinviato. L’avvio delle verifiche ha spostato a data da definire la celebrazione del funerale del giovane commerciante, la cui salma, messa sotto sequestro già da giovedì sera al Giovanni Paolo II, da ieri mattina, per ordine del giudice, è stata trasferita in una cella frigo del cimitero di Olbia, dove dovrebbe essere eseguita l’autopsia che in un primo momento si pensava dovesse essere affidata all’istituto di Medicina legale di Sassari.

Dubbi. Nella giornata odierna dovrebbero essere ufficializzati anche i nomi dei due avvocati difensori della famiglia Corsaro, che sin dai primi momenti successivi al decesso, avevano espresso non pochi interrogativi e dubbi sul protocollo adottato per il soccorso e sulle successive drammatiche ore che hanno preceduto la morte, avvenuta sul Centro mobile di rianimazione del Paolo Dettori che trasportava il centauro al Giovanni Paolo II.

Attese. Le risultanze cui arriverà l’anatomopatologo Matteo Nioi, al di là del loro alto intrinseco valore scientifico, presenteranno una diversa chiave di lettura per i legali di tutte le parti in causa che assisteranno ai rilievi che saranno effettuati, compresa una eventuale autopsia.

Un indagato. Finora, l’unico indagato (omicidio colposo) è il conducente della Panda, il 30enne Andrea Dessì, originario di Capoterra, che, stando ai rilievi eseguiti dai carabinieri della Stazione di Santa Teresa, mentre viaggiava sulla Santa Teresa-Castelsardo, in località La Liccia avrebbe effettuato un’inversione di marcia nell’istante in cui sul posto giungeva la Yamaha condotta da Angelo Corsaro. La posizione di Andrea Dessì è curata dal penalista Angelo Merlini.

Chiarimenti urgenti. Gli eventi che il medico legale però è chiamato ad esaminare sulle carte in prima battuta e che potrebbero essere giudicati concausa della morte del giovane, al di là dell’autopsia, presentano protagonisti, decisioni ed episodi diversi, che saranno oggetto di attenzione da parte di ogni singola persona chiamata in causa e da ogni singolo legale nominato a rappresentare gli interessi di ciascuno di loro. «Sicuramente da chiarire subito, in prima battuta – come ha detto ieri, fra le altre cose il legale della famiglia Corsaro –, come mai, nonostante l’incidente fosse per protocollo “ad alta energia”, non sia stato mandato sul posto un elicottero che trasportasse il ferito a Sassari più velocemente e in una struttura senz’altro più attrezzata del Paolo Dettori. Si è invece optato – dice il legale – per l’invio di una Base con solo volontari e senza medico che solo dopo circa un’ora di attesa hanno caricato il malato per il rendez-vous avvenuto circa venti minuti dopo a metà strada con una medicalizzata del 118. Tempo prezioso che se meglio impiegato avrebbe potuto salvare la vita a Corsaro».

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