Lezione di solidarietà nella scuola rinata Targa per i sindacati
Cerimonia di ringraziamento a Cgil, Cisl, Uil e Confindustria Comprensivo in festa, ma non dimentica l’alluvione del 2013
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OLBIA. «Grazie per avere consentito di costruire una nuova scuola. Siete stati generosissimi». Uno dei tanti bimbi dell’istituto Comprensivo di via Vicenza legge al microfono la riflessione scritta come tante altre sui fogli colorati, uno ciascuno, che gli alunni leggono per dichiarare la loro gioia: la scuola Maria Rocca, poco distante, era stata distrutta dall’alluvione del 18 novembre 2013. Ricordo indelebile, ma storia passata. Non si dimentica, ma si guarda avanti con gli occhi di questa giovanissima generazione. Ora sono ospitati in questo edificio, fresco, nuovo, ospitale, ampio. Con intitolazione da definire, si vedrà, in futuro.
La mobilitazione. Per costruirlo e arredarlo si sono mobilitate migliaia di persone, residenti nell’isola e in altre regioni, attraverso le donazioni alle quali hanno contribuito i lettori della Nuova Sardegna, Fondazione di Sardegna, Arci, Banco di Sardegna, Bper, Banca di Sassari, Optima Sim e Meridiana Fly. Il progetto preliminare è stato elaborato da un giovane, Giuseppe Deiana, che vinse il concorso bandito dall'Ordine degli architetti. A loro era stata già riservata una targa.
Il contributo. Ora alla perete di ingresso, nel cortile, ne è stata fissata e scoperta (alle 11.42) una seconda che dà riscontro dell’impegno dei sindacati Cgil, Cisl e Uil e della Confidustria che, come vi è impresso, «con i loro generosi contributi hanno dotato questa scuola degli arredi e degli strumenti necessari per consentirne l’attività didattica».
Le richieste. Tante buone qualità tra le pareti bianche, ma non tutte quelle che il giovane popolo del Comprensivo si aspetta. «C’è ancora tanto da fare, avrete tutto», rassicura il sindaco Settimo Nizzi quando risponde alle richieste dei ragazzini che affollano l’androne, insieme al personale amministrativo e tecnico e guidati dal dirigente Alfonso Perna e dalla collaboratrice Francesca Poddighe.
La speranza. «Questa scuola è diventata un simbolo di rinascita e speranza», cristallizza la targa. «Abbiamo scelto di ripartire con l’acquisto degli arredi nella speranza che sui banchi nuovi possa maturare un nuovo senso civico e di solidarietà», dice il segretario confederale della Cisl Mirko Idili. Ma è necessaria anche l’attenzione di chi amministra, «perché la loro azione sia più efficace e possa essere simbolo della rinascita», è l’auspicio di Federico Fadda, segretario della Uil. La prima testimonianza di questo processo «è nella gioia che questi ragazzi ci regalano», sottolinea Luisella Maccioni, segretaria della Cgil funzione pubblica. La scuola rinasce in un contesto più vasto che si chiama città, protagonista che non può essere esente dalla responsabilità di prestare attenzione alla qualità della vita: «Ben venga quindi il progetto che punta a risolvere il problema dell’acqua», è l’osservazione che Giansimone Masia, direttore di Confindustria, rivolge a tutti, ma in particolare all’amministrazione comunale.
L’agenda. La comunità scolastica festeggia targhe e scuola. Ma non smetterà di sperare nelle nuove tappe: la mensa, un cortile per giocare, i computer, la palestra. L’elenco è lungo. Sarà necessario prenderne nota.
La mobilitazione. Per costruirlo e arredarlo si sono mobilitate migliaia di persone, residenti nell’isola e in altre regioni, attraverso le donazioni alle quali hanno contribuito i lettori della Nuova Sardegna, Fondazione di Sardegna, Arci, Banco di Sardegna, Bper, Banca di Sassari, Optima Sim e Meridiana Fly. Il progetto preliminare è stato elaborato da un giovane, Giuseppe Deiana, che vinse il concorso bandito dall'Ordine degli architetti. A loro era stata già riservata una targa.
Il contributo. Ora alla perete di ingresso, nel cortile, ne è stata fissata e scoperta (alle 11.42) una seconda che dà riscontro dell’impegno dei sindacati Cgil, Cisl e Uil e della Confidustria che, come vi è impresso, «con i loro generosi contributi hanno dotato questa scuola degli arredi e degli strumenti necessari per consentirne l’attività didattica».
Le richieste. Tante buone qualità tra le pareti bianche, ma non tutte quelle che il giovane popolo del Comprensivo si aspetta. «C’è ancora tanto da fare, avrete tutto», rassicura il sindaco Settimo Nizzi quando risponde alle richieste dei ragazzini che affollano l’androne, insieme al personale amministrativo e tecnico e guidati dal dirigente Alfonso Perna e dalla collaboratrice Francesca Poddighe.
La speranza. «Questa scuola è diventata un simbolo di rinascita e speranza», cristallizza la targa. «Abbiamo scelto di ripartire con l’acquisto degli arredi nella speranza che sui banchi nuovi possa maturare un nuovo senso civico e di solidarietà», dice il segretario confederale della Cisl Mirko Idili. Ma è necessaria anche l’attenzione di chi amministra, «perché la loro azione sia più efficace e possa essere simbolo della rinascita», è l’auspicio di Federico Fadda, segretario della Uil. La prima testimonianza di questo processo «è nella gioia che questi ragazzi ci regalano», sottolinea Luisella Maccioni, segretaria della Cgil funzione pubblica. La scuola rinasce in un contesto più vasto che si chiama città, protagonista che non può essere esente dalla responsabilità di prestare attenzione alla qualità della vita: «Ben venga quindi il progetto che punta a risolvere il problema dell’acqua», è l’osservazione che Giansimone Masia, direttore di Confindustria, rivolge a tutti, ma in particolare all’amministrazione comunale.
L’agenda. La comunità scolastica festeggia targhe e scuola. Ma non smetterà di sperare nelle nuove tappe: la mensa, un cortile per giocare, i computer, la palestra. L’elenco è lungo. Sarà necessario prenderne nota.
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