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Marevivo, l’educazione ambientale a scuola

Marevivo, l’educazione ambientale a scuola

LA MADDALENA. Nei giorni si sono tenuti allo “Sci club Saint Tropez” della Maddalena gli incontri con le 12 classi del progetto “Delfini guardiani” di Marevivo. Gli operatori dell’associazione...

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LA MADDALENA. Nei giorni si sono tenuti allo “Sci club Saint Tropez” della Maddalena gli incontri con le 12 classi del progetto “Delfini guardiani” di Marevivo. Gli operatori dell’associazione ambientalista Blu, affiancati da Jeff Onorato (titolare della scuola e maestro di sci nautico e wakeboard della Fisn), Sabrina Pinato (docente di nuoto e maestro di salvamento acquatico della Fisa) e Antonio Camarda (maestro di vela e windsurf della Fiv), hanno presentato ai ragazzi la quarta uscita dal tema “L’educazione ambientale attraverso gli sport”.

Dopo aver fatto la conoscenza diretta dei tre maestri, i ragazzi hanno posto loro domande sulle varie discipline e hanno assistito a delle dimostrazioni molto spettacolari dei vari sport acquatici. I 230 “delfini guardiani”, hanno ricevuto in dono dall’autrice Sabrina Pinato un racconto illustrato “I 5 salvadraghi Fisa”, dove con estrema semplicità e precisione si impartiscono informazioni essenziali per conoscere il mare, rispettarlo e viverlo in sicurezza. Hanno esposto nel meraviglioso giardino sul mare di Jeff Onorato le formule Marevivo, un esercizio pratico di comunicazione ambientale. Le formule, rese dinamiche dai ragazzi che tenevano i vari pannelli (raffigurati con i segni aritmetici, simboli e disegni vari) contenevano messaggi ora di denuncia, ora di speranza sulle condizioni del pianeta liquido, che fanno ben sperare circa la maturazione e la sensibilità di queste nuove generazioni. Attraverso l’attività del Bio Tg, hanno potuto intervistare i tre maestri così da soddisfare altre curiosità. Le giornate hanno avuto nel loro epilogo una connotazione romantica grazie all’apparizione inaspettata di una sirena. Una volta fuori dall’acqua però, risultava ricoperta da plastiche, così da mettere l’accento sull’enorme problema, che questa tipologia di rifiuti comporta. Il mare dunque, come palestra, pista, circuito, mega impianto outdoor per temprare i muscoli, ma anche tempio ove meditare, calmare i nervi e forgiare nuove coscienze ambientali. Questo è molto altro si ritrova nelle insegnamenti che i tre maestri insegnano ai loro allievi. Competizione ed agonismo, valori giustamente sportivi, affiancati da tutela, rispetto, sacrificio, cooperazione e gioia. Parafrasando l’arcivescovo della Pennsylvania Ethelbert Talbot, «l’importante non è vincere, ma il Mare».(a.n.)

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