Anche falso e abuso d’ufficio tra i reati contestati agli imputati
Le ipotesi di reato contestate agli 11 imputati vanno dalla turbativa d’asta al falso, all’abuso d’ufficio. Gemma Cucca è accusata di falso, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e...
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Le ipotesi di reato contestate agli 11 imputati vanno dalla turbativa d’asta al falso, all’abuso d’ufficio. Gemma Cucca è accusata di falso, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale. Sono accusati di turdi turbativa d’asta, il giudice Alessandro Di Giacomo, Francesco Mazzaroppi, sua figlia Chiara e suo genero Andrea, il perito Ermanno Giua e gli avvocati Giuliano Frau e Tomasina Amadori. A Di Giacomo, il pubblico ministero Stefano Rocco Fava contesta anche il falso, l’abuso d’ufficio e il falso ideologico. A Francesco Mazzaroppi, Chiara Mazzaroppi e Andrea Schirra viene contestato anche il reato di abuso d’ufficio, con l’aggravante per l’ex presidente Mazzaroppi «di aver promosso e organizzato la cooperazione nel reato». Il perito Ermanno Giua è accusato di falsa perizia. Il giudice Elisabetta Carta è indagata per rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio. Falso ideologico è l’ipotesi di reato formulato nei confronti della cancelliera Francesca Debidda. Secondo la procura capitolina, in concorso con Di Giacomo, avrebbe «omesso di verbalizzare la presenza dell’avvocato Tomasina Amadori che non aveva titolo per partecipare all’udienza» il giorno in cui si è svolta l’asta. Fava contesta infine il rifiuto di atti d’ufficio al cancelliere Maurizio Fara. Secondo l’accusa avrebbe «trasmesso in ritardo al giudice Di Giacomo il fascicolo penale su Cristian Ambrosio» accusato, insieme ad altri imputati, di spaccio di sostanze stupefacenti. (t.s.)
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