Il giudice Contu: «Mai pressioni da Cristiano»
Il magistrato sentito a Roma nel processo all’ex gip e all’imprenditore Spano accusati di corruzione
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OLBIA. «Mai ricevuto pressioni dal giudice Cristiano». Nell’aula giudiziaria del tribunale di Roma dov’è in corso il processo per corruzione che vede imputati l’ex gip del tribunale di Tempio Vincenzo Cristiano e l’imprenditore olbiese Manuel Spano, la parola “mai”, ieri, è risuonata diverse volte durante la deposizione del giudice del tribunale di Tempio Marco Contu, sentito come teste della difesa.
Alla domanda dei difensori dei due imputati se avesse ricevuto pressioni o richieste dall’ex gip per revocare la misura interdittiva nei confronti di Umberto Galizia, dal quale, secondo l’accusa della procura romana, Cristiano avrebbe ricevuto presunte utilità, il giudice Marco Contu ha risposto: «Assolutamente no». Così come ha confermato di aver emesso la misura cautelare nei confronti di Cristian Ambrosio, socio con l’ex gip di Tempio di una pizzeria a San Teodoro, arrestato per traffico di droga, e di non aver mai ricevuto alcuna pressione da Cristiano perché disponesse provvedimenti più blandi nei suoi confronti.
Contu ha risposto alle numerose domande dei difensori di Cristiano, l’avvocato Giovanni Azzena, e di Manuel Spano, gli avvocati Antonello Desini e Guido Da Tome e a quelle incalzanti del pubblico ministero Stefano Rocco Fava, spiegando anche come l’allora presidente del tribunale di Tempio Gemma Cucca avesse disposto che le astensioni per incompatibilità dovessero avvenire per motivi rigorosi, altrimenti li avrebbe rigettati, vista l’esiguità dei giudici allora in servizio.
Si è parlato ancora dei presunti favori e regali tra il giudice Cristiano e Manuel Spano, al centro delle contestazioni della procura di Roma. È stato sentito uno dei soci della pizzeria di San Teodoro, il quale ha confermato che il furgone, una delle presunte utilità contestate, era stato prestato da Spano a una terza persona e non a Cristiano, e che né lui, né l’ex gip sapevano dove si trovasse il deposito dei furgoni. Il processo è stato aggiornato al 5 luglio quando sarà sentita, su richiesta del tribunale di Roma, il pubblico ministero di Tempio Ginevra Grilletti.
In quella data sarà emessa anche la sentenza. (t.s.)
Alla domanda dei difensori dei due imputati se avesse ricevuto pressioni o richieste dall’ex gip per revocare la misura interdittiva nei confronti di Umberto Galizia, dal quale, secondo l’accusa della procura romana, Cristiano avrebbe ricevuto presunte utilità, il giudice Marco Contu ha risposto: «Assolutamente no». Così come ha confermato di aver emesso la misura cautelare nei confronti di Cristian Ambrosio, socio con l’ex gip di Tempio di una pizzeria a San Teodoro, arrestato per traffico di droga, e di non aver mai ricevuto alcuna pressione da Cristiano perché disponesse provvedimenti più blandi nei suoi confronti.
Contu ha risposto alle numerose domande dei difensori di Cristiano, l’avvocato Giovanni Azzena, e di Manuel Spano, gli avvocati Antonello Desini e Guido Da Tome e a quelle incalzanti del pubblico ministero Stefano Rocco Fava, spiegando anche come l’allora presidente del tribunale di Tempio Gemma Cucca avesse disposto che le astensioni per incompatibilità dovessero avvenire per motivi rigorosi, altrimenti li avrebbe rigettati, vista l’esiguità dei giudici allora in servizio.
Si è parlato ancora dei presunti favori e regali tra il giudice Cristiano e Manuel Spano, al centro delle contestazioni della procura di Roma. È stato sentito uno dei soci della pizzeria di San Teodoro, il quale ha confermato che il furgone, una delle presunte utilità contestate, era stato prestato da Spano a una terza persona e non a Cristiano, e che né lui, né l’ex gip sapevano dove si trovasse il deposito dei furgoni. Il processo è stato aggiornato al 5 luglio quando sarà sentita, su richiesta del tribunale di Roma, il pubblico ministero di Tempio Ginevra Grilletti.
In quella data sarà emessa anche la sentenza. (t.s.)
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