La Nuova Sardegna

Olbia

Morto dopo l’incidente sulla Santa Teresa-Castelsardo, indagati quattro medici

Angelo Mavuli
Morto dopo l’incidente sulla Santa Teresa-Castelsardo, indagati quattro medici

A loro carico l’ipotesi di omicidio colposo, da chiarire la dinamica dei soccorsi

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TEMPIO. Il sostituto procuratore del Tribunale di Tempio, Ilaria Corbelli, titolare dell’inchiesta per la morte di Angelo Corsaro avvenuta il 23 maggio scorso in seguito ad un incidente stradale sulla Santa Teresa-Castelsardo, ha indagato per omicidio colposo quattro medici del “Paolo Dettori”. Si tratta di Maria Lucia Barmina e Maria Giovanna Mattu, entrambe di servizio al Pronto soccorso di Tempio in momenti temporali diversi, una a inizio turno, l’altra a fine turno. La terza è Antonella Fadda, radiologa, la quarta è Giovanna Gregu, direttrice sanitaria dell’ospedale.

Fino a ieri l’unico indagato con l’accusa di omicidio stradale era Andrea Dessì, 30 anni, di Capoterra (difeso dall’avvocato Angelo Merlini), che secondo i rilievi avrebbe improvvisamente tentato un’inversione di marcia, invadendo la corsia sulla quale viaggiava con la propria moto Angelo Corsaro. Il provvedimento emesso dal magistrato (che si avvale anche della consulenza di due periti: l’anatomopatologo Matteo Nioi, medico legale, e l’ingegnere Marco Antonio Pes), potrebbe consentire di procedere, alla presenza dei legali degli attuali indagati e di altre parti eventualmente in causa, all’autopsia di Angelo Corsaro, la cui salma, per disposizione del magistrato, si trova ancora sotto sequestro da giovedì scorso in una cella frigo del cimitero di Olbia. L’autopsia potrebbe svolgersi nella giornata odierna, dopo un incontro alle 11 di tutte le parti in causa nella caserma dei carabinieri di Olbia. Se tutto dovesse svolgersi come da protocollo, a questo punto, è possibile ipotizzare che i funerali di Angelo Corsaro possano svolgersi nella giornata di domani. Il momento dell’estremo saluto ad Angelo, persona amabilissima così come la sua famiglia, conosciuto, stimato e amato per il suo carattere generoso e gioviale, è atteso in città con diversi stati d’animo. Da una parte il dolore, il cordoglio e la vicinanza alla famiglia, dall’altra la rabbia per il modo in cui la tragedia è maturata. «Soprattutto sul perché (come già è stato detto da Marco Petitta, uno dei due avvocati difensori della famiglia Corsaro), il giovane non sia stato immediatamente trasportato a Sassari stante l’evidente gravità e sul perché non siano stati applicati i protocolli che solitamente vengono usati in presenza di incidenti così impattanti che prevedono ad esempio l’impiego dell’elicottero».

Si grida infine allo scandalo anche per il presunto diniego al ricovero dell’ospedale di Sassari che, se appurato, sarebbe difficile da capire o giustificare. Sulla vicenda, lunedì scorso ha avviato un’indagine interna anche l’Ats-Assl di Olbia di concerto con l’Azienda regionale per l’Emergenza Urgenza.

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