I presunti terroristi: «Solo attività d’impresa»
A Bancali l’interrogatorio del siriano Chadad Mustafa e del marocchino Ait Wahmane Lahoucine
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OLBIA. «Nessun passaggio sospetto di denaro, solo rapporti d’impresa». Alla fine hanno deciso di rispondere all’interrogatorio i due immigrati rinchiusi in carcere a bancali con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo, finanziamento del terrorismo e intermediazione finanziaria abusiva. Chadad Mustafa, 46 anni, siriano, e Ait Wahmane Lahoucine, 53, marocchino, entrambi assistiti dall’avvocato Angelo Merlini, sono stati sentiti dal gip in presenza di due sostituti procuratori della Dda di Cagliari, Danilo Tronci e Rossana Allieri. I due detenuti hanno riferito al giudice la loro estraneità ai fatti contestati e hanno spiegato che i passaggi di denaro che risultano dalle intercettazioni sono riferiti alle loro attività di impresa e non mirati a sostenere attività terroristiche. Allo stesso modo, Chadad Mustafa e Ait Wahmane Lahoucine hanno anche spiegato il contenuto delle telefonate (intercettate) dove entrambi appaiono molto interessati alle vicenda politiche dei loro paesi. Per gli inquirenti, i due risulterebbero essere affiliati ad Al Nusra, una delle organizzazioni islamiche contrarie alla dittatura di Assad in Siria, ma ostili anche all’Isis.
Ieri, intanto, l’avvocato Angelo Merlini, davanti al tribunale del riesame ha discusso l’istanza di revoca della misura cautelare. Istanza che è stata presentata anche per Daadoue Anwar, 46 anni, siriano pure lui, già detenuto a Copenaghen in esecuzione di un mandato di arresto europeo (ma sta per essere trasferito in Italia). Anwar, anche lui assistito dall’avvocato Merlini, è considerato il capo della presunta organizzazione dedita al finanziamento del terrorismo.
Ieri, intanto, l’avvocato Angelo Merlini, davanti al tribunale del riesame ha discusso l’istanza di revoca della misura cautelare. Istanza che è stata presentata anche per Daadoue Anwar, 46 anni, siriano pure lui, già detenuto a Copenaghen in esecuzione di un mandato di arresto europeo (ma sta per essere trasferito in Italia). Anwar, anche lui assistito dall’avvocato Merlini, è considerato il capo della presunta organizzazione dedita al finanziamento del terrorismo.
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