Il centro storico pronto a sfidare i colossi
di Giandomenico Mele
È già braccio di ferro col nuovo polo commerciale. Ambrosio: qualità contro la massificazione. Ponsanu: avanti col progetto
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OLBIA. La legge del mercato chiama alle armi. La concorrenza richiede contromisure efficaci. Il nuovo polo commerciale marcia a tappe forzate verso l’apertura e la Confcommercio guarda con un misto di preoccupazione e sana competizione all’apertura di colossi come Euronics, Decathlon e Pittarello. Metà giugno, data confermata. Parte la sfida. «Non siamo certo favorevoli all’apertura di altri grandi agglomerati commerciali, pensiamo che Olbia, con un’economia fortemente stagionale, non regga questa offerta – sottolinea Pasquale Ambrosio, presidente della Confcommercio Gallura –. Crediamo però di dover rispondere alla concorrenza migliorando le nostre attività, visto che proprio Olbia sembra in controtendenza rispetto alla crisi delle grandi strutture commerciali nel resto d’Europa». Il centro direzionale commerciale, nato nella zona dell’aeroporto, con strutture autonome e non ricomprese in un unico centro commerciale, ospiterà da metà giugno anche i marchi di abbigliamento Vestis-Fralù e Piazza Italia, oltre a quello di Risparmio Casa.
Confcommercio. «La torta da spartirsi è la stessa, più la si divide più nascono i problemi. Noi puntiamo alla promozione delle attività locali, magari più piccole ma che danno continuità alle assunzioni e portano ricadute tangibili sul territorio – spiega Ambrosio -. In passato abbiamo avuto esempi di aperture di grandi outlet che promettevano assunzioni di 80 dipendenti tutto l’anno e poi sono rimaste con 15 stagionali». Il timore è quello che l’eccesso di offerta davanti a una domanda statica per molti mesi all’anno, possa creare il meccanismo delle cattedrali in un tessuto economico che tende alla desertificazione. Le oasi naturali per sfidare i colossi del commercio globalizzato sono i 120 negozi del centro storico, quello che è diventato il “centro commerciale naturale”.
Centro commerciale naturale. Un concetto che unisce la merce alla valorizzazione dei centri storici, puntando sulla socialità. Concetti estranei ai grandi poli commerciali. «Promuoveremo con sempre maggiore convinzione il centro commerciale naturale, puntando sulla qualità del prodotto contro la massificazione – conferma Ambrosio -. Tuteleremo i più piccoli, sulla base delle categorie di prodotto, per impedire che queste attività spariscano». Un proposito ribadito anche da Gianni Ponsanu, portavoce del Consorzio “Io Centro”, che promuove le attività del centro e l’idea stessa di centro commerciale naturale. «Davanti alla tendenza a creare i grandi agglomerati commerciali, noi rispondiamo con la vita sociale, non solo col commercio – spiega –. Se il nuovo polo commerciale porterà un aumento dell’offerta, sarà il benvenuto. Per noi sarà uno stimolo a migliorare, la concorrenza ci porterà a far meglio. Magari accuseremo il colpo, ma siamo pronti ad andare avanti con il nostro progetto».
Diversificazione. La parola chiave sarà: diversificare. «Le attività del centro storico si stanno differenziando sulla base del prodotto, stiamo personalizzando il prodotto finale e migliorando la qualità dell’offerta aumentando la preparazione del personale, anche attraverso corsi di aggiornamento – prosegue Ponsanu -. Noi vogliamo offrire al cliente qualcosa di diverso, in un contesto naturale alternativo a quello dei centri commerciali».
Confcommercio. «La torta da spartirsi è la stessa, più la si divide più nascono i problemi. Noi puntiamo alla promozione delle attività locali, magari più piccole ma che danno continuità alle assunzioni e portano ricadute tangibili sul territorio – spiega Ambrosio -. In passato abbiamo avuto esempi di aperture di grandi outlet che promettevano assunzioni di 80 dipendenti tutto l’anno e poi sono rimaste con 15 stagionali». Il timore è quello che l’eccesso di offerta davanti a una domanda statica per molti mesi all’anno, possa creare il meccanismo delle cattedrali in un tessuto economico che tende alla desertificazione. Le oasi naturali per sfidare i colossi del commercio globalizzato sono i 120 negozi del centro storico, quello che è diventato il “centro commerciale naturale”.
Centro commerciale naturale. Un concetto che unisce la merce alla valorizzazione dei centri storici, puntando sulla socialità. Concetti estranei ai grandi poli commerciali. «Promuoveremo con sempre maggiore convinzione il centro commerciale naturale, puntando sulla qualità del prodotto contro la massificazione – conferma Ambrosio -. Tuteleremo i più piccoli, sulla base delle categorie di prodotto, per impedire che queste attività spariscano». Un proposito ribadito anche da Gianni Ponsanu, portavoce del Consorzio “Io Centro”, che promuove le attività del centro e l’idea stessa di centro commerciale naturale. «Davanti alla tendenza a creare i grandi agglomerati commerciali, noi rispondiamo con la vita sociale, non solo col commercio – spiega –. Se il nuovo polo commerciale porterà un aumento dell’offerta, sarà il benvenuto. Per noi sarà uno stimolo a migliorare, la concorrenza ci porterà a far meglio. Magari accuseremo il colpo, ma siamo pronti ad andare avanti con il nostro progetto».
Diversificazione. La parola chiave sarà: diversificare. «Le attività del centro storico si stanno differenziando sulla base del prodotto, stiamo personalizzando il prodotto finale e migliorando la qualità dell’offerta aumentando la preparazione del personale, anche attraverso corsi di aggiornamento – prosegue Ponsanu -. Noi vogliamo offrire al cliente qualcosa di diverso, in un contesto naturale alternativo a quello dei centri commerciali».
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