Lavoratori in nero: ora un giro di vite
di Stefania Puorro
Finanza e Ispettorato del lavoro a caccia di dipendenti fuori regola. Il primo intervento in sinergia la scorsa settimana
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OLBIA. Lavoratori in nero: arriva la stretta. Per contrastare il fenomeno di sfruttamento lavorativo, Guardia di finanza e Ispettorato del lavoro, lo scorso dicembre, hanno firmato un protocollo a livello nazionale. E, anche in Gallura Gallura, sono già arrivati i primi risultati. Nei giorni scorsi, le fiamme gialle di Olbia e gli ispettori sassaresi dell’Inl hanno avviato le procedure per sospendere l’attività di un ristorante, l’ittiturismo “La Cortice”, in viale Aldo Moro, specializzato in piatti a base di pesce fresco. Ebbene: su 11 dipendenti, cinque sono risultati totalmente in nero, cioè privi di copertura assicurativa e regolare assunzionE, mentre altri cinque erano comunque irregolari per violazioni legate all’orario di lavoro che realmente svolgevano. Nei guai anche due parrucchieri della città, per i quali sono ancora in corso ulteriori verifiche.
Ma questo (il primo grosso intervento in sinergia dalla firma del protocollo) sembra soltanto essere la punta di un iceberg. Solo l’inizio di una lotta, dunque, che potrebbe portare presto a scoprire altri lavoratori in nero, ancora di più alle porte della stagione turistica. A dare una mano all’attività di Guardia di finanza e Ispettorato del lavoro sono state anche alcune segnalazioni arrivate al “117”. Ovvero, il numero di pubblica utilità della fiamme gialle che in Sardegna ha 4 centrali operative: Sassari, Oristano, Nuoro e Cagliari. Alla centrale operativa di Sassari, a cui fa riferimento il Gruppo di Olbia della guardia di finanza guidato dal maggiore Marco Salvagno, nel 2017 sono già arrivate oltre 170 chiamate di persone che denunciavano, per la Gallura, varie situazioni di lavoro in nero, ma anche casi di evasione fiscale, di sfruttamento della manodopera, di frode a danni degli enti previdenziali e assistenziali, di vendita abusiva di merce con marche contraffatte. Tutti illeciti contro i quali vengono regolate, coordinate e sviluppate le attività ispettive svolte da Finanza e Ispettorato del lavoro.
Una collaborazione intensa che, appunto, solo pochi giorni fa ha portato finanzieri e ispettori ad attuare il primo blitz nella lotta al lavoro nero in questa fetta di Sardegna. Il caso del ristoratore olbiese è stato il più eclatante anche perché lo stesso non è stato in grado di esibire alcun documento che potesse provare la regolarità lavorativa dei 5 dipendenti. E le sanzioni sono piuttosto pesanti. Superano le 50mila euro e verranno affibbiate al termine degli accertamenti da parte dell’ospettorato territoriale del lavoro di Sassari.
«L’obiettivo - aveva scritto il comando provinciale della guardia di finanza di Sassari al termine dell’operazione olbiese - è di tutelare gli interessi delle fasce deboli, rappresentate dai lavoratori, e degli operatori economici onesti che ottemperando agli obblighi di legge sono soggetti alla concorrenza sleale».
Ma questo (il primo grosso intervento in sinergia dalla firma del protocollo) sembra soltanto essere la punta di un iceberg. Solo l’inizio di una lotta, dunque, che potrebbe portare presto a scoprire altri lavoratori in nero, ancora di più alle porte della stagione turistica. A dare una mano all’attività di Guardia di finanza e Ispettorato del lavoro sono state anche alcune segnalazioni arrivate al “117”. Ovvero, il numero di pubblica utilità della fiamme gialle che in Sardegna ha 4 centrali operative: Sassari, Oristano, Nuoro e Cagliari. Alla centrale operativa di Sassari, a cui fa riferimento il Gruppo di Olbia della guardia di finanza guidato dal maggiore Marco Salvagno, nel 2017 sono già arrivate oltre 170 chiamate di persone che denunciavano, per la Gallura, varie situazioni di lavoro in nero, ma anche casi di evasione fiscale, di sfruttamento della manodopera, di frode a danni degli enti previdenziali e assistenziali, di vendita abusiva di merce con marche contraffatte. Tutti illeciti contro i quali vengono regolate, coordinate e sviluppate le attività ispettive svolte da Finanza e Ispettorato del lavoro.
Una collaborazione intensa che, appunto, solo pochi giorni fa ha portato finanzieri e ispettori ad attuare il primo blitz nella lotta al lavoro nero in questa fetta di Sardegna. Il caso del ristoratore olbiese è stato il più eclatante anche perché lo stesso non è stato in grado di esibire alcun documento che potesse provare la regolarità lavorativa dei 5 dipendenti. E le sanzioni sono piuttosto pesanti. Superano le 50mila euro e verranno affibbiate al termine degli accertamenti da parte dell’ospettorato territoriale del lavoro di Sassari.
«L’obiettivo - aveva scritto il comando provinciale della guardia di finanza di Sassari al termine dell’operazione olbiese - è di tutelare gli interessi delle fasce deboli, rappresentate dai lavoratori, e degli operatori economici onesti che ottemperando agli obblighi di legge sono soggetti alla concorrenza sleale».
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