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Orosei, successo della festa

di Sergio Secci

SINISCOLA. Solo qualche mese fa è stato smantellato Marisantò l’imbarcazione più imponente e grande della flotta peschereccia di La Caletta. Approfittando di un contributo della Comunità europea, l’ar...

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SINISCOLA. Solo qualche mese fa è stato smantellato Marisantò l’imbarcazione più imponente e grande della flotta peschereccia di La Caletta. Approfittando di un contributo della Comunità europea, l’armatore Nino Pinto ha “tirato i remi in barca” ed è andato in pensione. Più conveniente rottamare che proseguire un’attività che sta dando sempre minori soddisfazioni alla marineria locale alle prese con tanti problemi: dalla scarsità di risorse, alla mancanza di politiche a sostegno della piccola pesca che continua a fare i conti con la lentezza della burocrazia, dai costi legati al caro gasolio, ai danni provocati dai delfini.

Una categoria sempre più allo stremo e in tanti, se potessero, cambierebbero mestiere se solo venissero stanziati i fondi per rottamare anche le piccole imbarcazioni che utilizzano nasse, palamiti e reti da posta. A La Caletta sono una trentina gli operatori divisi tra strascico e piccola pesca ma il mare è sempre più povero di risorse e non basta più a sfamare tutti.

«Bisogna pensare a un fermo di qualche mese nel periodo invernale – dice Francesco Loi armatore della motonave Pellicano e sindacalista Cgil – Occorre dare il tempo al pesce di riprodursi, continuando di questo passo tra qualche anno qui non ci sarà più nulla. Le nuove generazioni dovranno cambiare mestiere – aggiunge – impossibile proseguire su questa strada. Occorre poi snellire le pratiche relative ai contributi. I soldi sulla carta ci sarebbero pure – continua il sindacalista – ma è assurdo che per cambiare un motore dobbiamo passare dalle banche per avere le garanzie, anticipare tutto e attendere il rimborso delle spese. Ad ogni uscita a mare, inoltre, verifichiamo poi consistenti danni alle attrezzature provocate dai delfini: la Regione si preoccupa dei cormorani ma fa ben poco per agevolare il nostro lavoro».

Contestato anche il sistema di controllo della pesca affidato a registri per la tracciabilità del pescato che devono essere compilati a bordo in base alla lunghezza della barca. «Chiediamo di semplificare il lavoro – conclude Francecso Loi – non si possono applicare alla piccola pesca artigianale leggi pensate per le grosse navi oceaniche. Di questo e di altri problemi, si parlerà domani alle nove nella sede dell’Unione dei Comuni del Montalbo, anche se l’orario dell’incontro non sia stato tanto gradito dai pescatori, a quell’ora in mare, interessati al convegno sulla pesca come risorsa del territorio organizzato dal circolo locale del Pd. Sono previsti interventi dell’assessore regionale all’agricoltura (che si occupa anche del settore pesca), Pier Luigi Caria, e del segretario regionale Pd Giuseppe Luigi Cucca. Interverranno i sindaci di Siniscola e Posada, Gianluigi Farris e Roberto Tola, il presidente dell’unione Giuseppe Ciccolini, il direttore di Flag Sardegna Orientale, Davide Cao, il preside del nautico Vincenzo di Giacomo e il consigliere regionale Roberto Deriu. I lavori, saranno coordinati da Monica Murgia segretaria del circolo.

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