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Olbia

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Lite per un parcheggio: in aula i testi

Lite per un parcheggio: in aula i testi

Un 34enne finisce a processo con l’accusa di lesioni e calunnia

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OLBIA. Deve rispondere di lesioni e calunnia nei confronti dello zio della fidanzata. Secondo l’accusa, Simone Scalici, 34 anni, avrebbe colpito in pieno viso Pasqualino Piredda, 65 anni, provocandogli una ferita e facendolo cadere, continuando a colpirlo anche quando era a terra.

A scatenare la lite tra le due famiglie che abitano nello stesso immobile – la parte offesa al piano di sotto, l’imputato con la compagna al piano di sopra – sarebbe stato un parcheggio. O meglio, un’auto parcheggiata male. Ieri, davanti al giudice Marco Contu sono stati sentiti diversi testimoni. A cominciare dalla moglie di Piredda. «Ho visto Scalici quand’era sopra mio marito, l’ho visto che gli mordeva il dito di una mano mentre lui era a terra e aveva perso i sensi», ha detto la donna. Opposto il racconto dei testimoni della difesa: la madre, il padre e la fidanzata di Scalici. «Al telefono mi ha detto che mio zio l’aveva aggredito, l’aveva colpito ai reni con pugni e gli aveva infilato un dito in bocca e che lui aveva dovuto morsicare per liberarsi», ha detto la ragazza in aula. Il 22 ottobre sarà sentito l’imputato. Scalici è difeso da Roberto Deledda, la parte offesa si è costituita parte civile con Guido Da Tome. (t.s.)

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