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L’esame del Dna conferma: il corpo trovato in mare è di Rocca

L’esame del Dna conferma: il corpo trovato in mare è di Rocca

OLBIA. L’esame del Dna spazza via ogni dubbio. Il corpo senza vita trovato in mare domenica mattina, tra l’isola di Soffi e Punta Capriccioli, è di Fabrizio Rocca, il 23enne di Bolzano scomparso a...

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OLBIA. L’esame del Dna spazza via ogni dubbio. Il corpo senza vita trovato in mare domenica mattina, tra l’isola di Soffi e Punta Capriccioli, è di Fabrizio Rocca, il 23enne di Bolzano scomparso a Porto Rotondo il 14 maggio. I carabinieri del Ris di Cagliari sono riusciti a risalire all’identità nel giro di pochissimi giorni. Dall’autopsia emerge poi che il corpo si trovava in mare da circa quattro settimane e che Fabrizio Rocca è morto per annegamento. Nessun segno di violenza. La ferita riscontrata sulla testa del giovane è risultata post mortem. Il cadavere era stato notato domenica da alcuni diportisti e subito erano intervenuti la guardia costiera di Golfo Aranci e i carabinieri del reparto territoriale di Olbia. Fabrizio Rocca era arrivato a Porto Rotondo la mattina del 14 maggio per lavorare come informatico in un residence. La sera, invece, la scomparsa. Forse in preda a un attacco di panico, il giovane aveva tentato di sfondare la vetrata della reception con un estintore. Liberatosi dei vestiti, probabilmente perché sporcati dall’estintore, si era allontanato di corsa verso il porto. Alcuni testimoni lo avevano visto correre con addosso soltanto calzini e boxer verso una scogliera a nord del borgo. (d.b.)

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