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Olbia

L’opposizione: «Solo una finta crisi»

L’opposizione: «Solo una finta crisi»

Per Pd, “Tempio libera” e “Ripensare Tempio” si tratta di manovre elettorali

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TEMPIO. La fine della crisi, «semi annunciata dal sindaco Biancareddu, ma praticamente non risolta» sta suscitando severi giusizi negatiovi da parte dei due gruppi d’opposizione e del Pd. Stupita anche la popolazione per quello che viene giudicato ormai, come scrive sempre lo stesso Pd, «un defenestramento della Aisoni attuato secondo i metodi della prima Repubblica». «La finta crisi di giunta, una vera e propria guerra di poltrone messa in atto dal sindaco Andrea Biancareddu, sostenuto dai suoi assessori, contro il vice sindaco Anna Paola Aisoni – dice Mario Addis, segretario del Pd – sarà ricordata come il momento più buio della sua storia democratica. Una crisi creata dal sindaco non per il bene della città, ma solo per difendere una sua presunta primogenitura alla candidatura per le elezioni regionali. Intaccata però da Anna Paola Aisoni, suo vice sindaco, altra aspirante alla Regione». «Una vergogna politica e amministrativa – aggiunge il segretario del Pd – sia per l’improponibilità delle motivazioni della crisi, propinate dal sindaco Biancareddu nel goffo quanto offensivo tentativo di far credere alla città che la crisi fosse necessaria per un suo più attento controllo sull’operato degli assessori. Tutto questo mentre da Tempio, città in crisi profondissima, scappano progetti importanti, falliscono commercianti, artigiani ed esercizi commerciali, aumentano i disoccupati e mentre la città diventa ogni giorno più sporca ed invivibile sotto molteplici aspetti. Dimissioni. Il comunicato del Pd che definisce i componenti della maggioranza “consiglieri sudditi” chiede a Biancareddu che “in un momento di lucidità voglia dare le dimissioni per evitare ulteriori danni a Tempio».

All’attacco anche Monica Liguori di Tempio libera: «Lo stand by di queste settimane si inserisce in uno stallo totale di lavoro, progetti e sviluppi che perdura da tre anni. La Aisoni aveva deciso lei la sua candidatura, all’insaputa dei suoi sodali e di Biancareddu che l’aveva scelta sulla base di un rapporto fiduciario, che evidentemente è stato tradizto.

Lapidario, infine, il commento di Ripensare Tempio . «La crisi – dice Antonio Addis – nasce solo da appetiti personali, ignora gli interessi della città e la rende poco credibile anche nelle consultazioni regionali». (a.m.)



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