La Nuova Sardegna

Olbia

il sit-in  

La protesta di Caminera noa: «Così si uccide la sanità pubblica»

La protesta di Caminera noa: «Così si uccide la sanità pubblica»

OLBIA. Guerra al Mater con bandiere al vento e un sit-in sotto il sole. All’appello di Caminera noa per una manifestazione contro l’ospedale del Qatar in costruzione alle porte della città ha...

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Guerra al Mater con bandiere al vento e un sit-in sotto il sole. All’appello di Caminera noa per una manifestazione contro l’ospedale del Qatar in costruzione alle porte della città ha risposto quasi un centinaio di persone. Diverse le sigle che hanno dedicato la domenica mattina alla protesta. Potere al popolo, Usb, associazioni giovanili, il comitato cittadino in difesa del Paolo Merlo. «Siamo qui per difendere la sanità pubblica a discapito della quale il Mater Olbia è l’emblema – afferma Alessia Etzi, portavoce di Caminera Noa –. L’ospedale è nato con lo Sblocca Italia di Renzi che ha imposto alla Regione Sardegna per favorire gli investimenti stranieri, nello specifico quello del Qatar sul Mater Olbia, di riorganizzare la rete ospedaliera. Questo ha determinato che centinaia di posti letto convenzionati venissero dati in deroga al Mater e diventassero effettivi dal primo gennaio 2018. Di conseguenza molti servizi ospedalieri sono stati chiusi in favore del Mater che trae profitti privati ma con soldi pubblici. Ciò che chiediamo è di dirottare i 56milioni annui destinati al Mater alla sanità pubblica». Sulla stessa linea di pensiero Aldo Pireddu, di Potere al popolo. «Siamo qui perché la sanità pubblica sia garantita - dice –. Di certo non vogliamo che la sanità privata determini uno svuotamento di quella pubblica. Va bene che sia implementata purché in modo completare e non con fondi regionali». (se.lu.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative