Tassa di soggiorno in aula sì anche dalle minoranze
di Walkiria Baldinelli
Arzachena, i gruppi di opposizione sono favorevoli all’istituzione dell’imposta Contestato il regolamento: non sono indicate tariffe e modalità di pagamento
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ARZACHENA. Da giugno 2019 scatta la tassa di soggiorno. Le minoranze non sono contrarie, ma evidenziano lacune nel regolamento che sarà discusso oggi in aula consiliare. I turisti pagheranno la tariffa delle vacanze da giugno a settembre. Il gettito stimato dall'amministrazione è di un milione 300mila euro. «In linea di principio non siamo contrari all'istituzione dell'imposta poiché il gettito fiscale si può utilizzare per creare e migliorare i servizi al turismo – dice la capogruppo di minoranza Maria Giagoni (Nuova Arzachena) –. Tralasciando commenti sulla scarsa capacità dimostrata dall'amministrazione nel programmare la spesa in questo e in altri settori, non condividiamo gran parte del regolamento. Contestiamo la mancata indicazione delle tariffe che verranno applicate. I consiglieri voteranno senza avere alcuna idea del gettito fiscale che si potrà ottenere e senza sapere quanto e come questa tassa inciderà a seconda della tipologia delle strutture o della stagione. Ci sono aspetti burocratici a carico degli operatori che andranno a pesare più del necessario: è prevista una cadenza mensile sia per il versamento dell'imposta che per l'invio della dichiarazione del resoconto. Si poteva prevedere una a cadenza semestrale o trimestrale». Evidenzia altre perplessità. «Dubitiamo che fuori dalle aree di sosta si riesca a riscuotere l'imposta dagli autocaravan, inseriti anch'essi fra le strutture ricettive. È improbabile che ogni viaggiatore conosca il regolamento comunale e addirittura l'Iban da utilizzare per versare l'imposta. Vi sono altri aspetti per i quali si renderà opportuna una puntuale verifica di legittimità, per esempio, il regolamento prevede per alcuni gestori il pagamento forfettario dell'imposta. Posto che i soggetti passivi non sono i gestori delle strutture ricettive, non comprendiamo come si possa applicare loro una tariffa annuale forfettaria. In questo caso, se il gestore delle strutture non riscuote l'imposta dai pernottanti diventa esso stesso contribuente e si crea una disparità di trattamento sia fra i gestori che fra i soggiornanti nel nostro comune. Se invece il gestore riscuote l'imposta, avendo pagato la tariffa forfettaria, non avrà l'obbligo di versamento né di rendiconto all'ente. Escludiamo che ciò sia possibile, ma il regolamento non precisa niente in proposito». Dice il capogruppo di minoranza Arzachena bene comune, Gigi Astore: «Sì alla tassa di soggiorno, ma il regolamento va redatto in modo chiaro, al di là delle competenze della giunta cui spetta il compito di stabilire tariffe e agevolazioni. Vanno chiarite modalità di pagamento e finalità. Ad esempio, come applicare la tassa a strutture e attività non censite (seconde case, barche, caravan). Per contrastare il mercato sommerso si potrebbero prevedere agevolazioni sui servizi pubblici, riduzioni sui trasporti, posti auto nelle spiagge, visite nei siti archeologici».
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