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Olbia

L’ultimo saluto a Giuseppe Fresu Monti si ferma e cala il silenzio

Giuseppe Mattioli
L’ultimo saluto a Giuseppe Fresu Monti si ferma e cala il silenzio

Folla immensa ai funerali del giovane operaio morto sabato sera in un incidente stradale La toccante omelia di don Pierluigi Sini: «Tutto il paese piange per aver perso uno dei suoi figli»

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MONTI. «Non è mai semplice, in queste difficili circostanze, trovare i modi, le forme e le parole giuste per alleviare le sofferenze di coloro che oggi piangono per la prematura e tragica scomparsa di un figlio, di un fratello, di un amico o semplicemente di un ragazzo che era parte della nostra comunità». E’ l’inizio della toccante omelia che il parroco don Pierluigi Sini ha pronunziato dinanzi ad una chiesa gremita all’inverosimile, tanto da non riuscire a contenere le persone accorse per portare una testimonianza di solidarietà, affetto, comprensione alla famiglia Fresu, così duramente colpita dalla scomparsa di Giuseppe. Una partecipazione molto sentita, e già qualche ora prima la chiesa si era riempita di gente e altrettanta sostava nel piazzale antistante. Il paese sembrava si fosse fermato. Ieri la comunità era listata a lutto: rappresentata dal primo cittadino Emanuele Mutzu che aveva sospeso le manifestazioni di domenica scorsa, così come il comitato dei festeggiamenti in onore del patrono San Gavino, classe ’72, che aveva annullato la serata che stava per iniziare, per il tragico incidente. Tutti si sono stretti attorno alla famiglia dello sventurato giovane. Qualche bar ed esercizio pubblico chiusi. Oltre ai parenti, c’erano gli amici più intimi, numerosi membri della compagnia di caccia grossa, i colleghi di lavoro della ditta che sta costruendo il lotto sulla Monti-Berchidda della 4 corsie Sassari-Olbia. Non sono voluti mancare anche i parenti e conoscenti di Berchidda e di altri paesi vicini. Il feretro ai piedi dell’altare era inondato di fiori, tutt’attorno un silenzio assordante, mentre risuonavano i brani in limba e in latino proposti dalla confraternita San Gavino che hanno solennizzato il rito. La commozione era palpabile, i genitori e il fratello occupavano il primo banco, dinanzi la bara posta ai piedi dell’altare. Straziati dal dolore, non avevano più lacrime per piangere. Un dolore che si portavano dentro da sabato notte, dopo aver, increduli e sgomenti, appreso la tragica notizia della morte del figlio e fratello.

Alla fine dell’omelia don Sini ha cercato di infondere coraggio al padre Gavino, alla madre Immacolata e al fratello Francesco. “Monti piange e soffre come una grande famiglia che, unita e riunita nella sua chiesa parrocchiale, vuole guadare avanti e vuole cercare di sollevarsi da quello che un momento delicato e assolutamente non previsto».

Al termine del rito funebre la moltitudine ha voluto accompagnare Giuseppe alla sua ultima dimora: la processione che si è snodata era talmente lunga che quando si sono avviati gli ultimi dal piazzale della chiesa i primi erano già dinanzi al viale del cimitero.



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