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Olbia

Tribunale di Tempio, Fiordalisi si difende: mai commesso falsi

di Tiziana Simula
Il tribunale di Tempio
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Il tribunale di Tempio

Il magistrato indagato dai colleghi nella “sua” Procura per aver manomesso fascicoli d’ufficio. Depositata una memoria

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TEMPIO. L’ex procuratore Domenico Fiordalisi è ritornato ieri a Tempio, questa volta da indagato. In quella stessa Procura che lui ha retto per quattro anni e in quegli uffici dove ha esaminato migliaia di atti, il magistrato calabrese, da settembre dello scorso anno consigliere della Prima sezione penale della Corte di Cassazione, è comparso per un’interrogatorio dopo che uno dei suoi successori, che ha ricoperto il suo posto per qualche mese, il procuratore Andrea Garau (ora in Procura a Ferrara) l’ha iscritto nel registro degli indagati, contestandogli l’ipotesi di reato di falso. A far partire l’inchiesta a suo carico, una segnalazione del procuratore facente funzioni Gianluigi Dettori, un altro ex che ha retto la procura di Tempio fino al febbraio scorso. Lui ha rilevato l’anomalia, Garau gli ha notificato l’avviso di concluse indagini.

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Al magistrato di Cosenza, 58 anni, la Procura di Tempio contesta di aver modificato dei fascicoli d’indagine quando non era già più alla guida della procura gallurese e di aver firmato atti a posteriori. I fatti risalirebbero al periodo compreso tra il dicembre 2017 e i primi mesi del 2018. Da quell’accusa, il consigliere di Cassazione, ieri, si è difeso strenuamente, rispondendo a tutte le domande del procuratore facente funzioni, Paolo De Falco, distaccato dalla Procura di Sassari in attesa dell’arrivo del nuovo procuratore di Tempio.

«Il dottor Fiordalisi ha negato con fermezza ogni addebito a lui contestato. Non ha fatto nulla di tutto ciò», dice il suo difensore, l’avvocato Anton Emilio Krogh – È un’interrogatorio che abbiamo richiesto dopo l’avviso di concluse indagini per spiegare ogni aspetto e respingere ogni accusa. Abbiamo anche depositato una memoria molto articolata nella quale l’ex procuratore spiega tutta la situazione e anche le condizioni di grave carenza di organico nelle quali ha dovuto operare».

Il Consiglio superiore della magistratura avrebbe contestato a Fiordalisi la mancata iscrizione di almeno mille notizie di reato. E i presunti falsi, stando all’accusa, sarebbero stati commessi in quel contesto, quando Fiordalisi è ritornato in Gallura per vedere gli atti negli uffici della Procura per poter, poi, fornire i chiarimenti richiesti al Csm.

Ma l’avvocato Anton Emilio Krogh taglia corto sulle accuse di falso mosse all’ex procuratore. «Ritengo sia un procedimento fondato solo su congetture, non ci sono elementi in questo senso. Tutto ciò che gli viene contestato, viene respinto con forza dal dottor Fiordalisi», ribadisce il penalista di Napoli.

Assoluta negazione dell’addebito e un’articolata memoria, sono le mosse difensive di una vicenda giudiziaria sulla quale vige il più assoluto riserbo. Un ennesimo episodio che agita il palazzo di giustizia gallurese scosso da inchieste e procedimenti giudiziari che coinvolgono magistrati sempre più in guerra tra loro.
 

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