La Nuova Sardegna

Olbia

Da un ospedale all’altro per un prelievo di sangue

di Angelo Mavuli ;
Da un ospedale all’altro per un prelievo di sangue

La storia di una ottantenne che doveva fare un esame con uno specifico reagente «Da Tempio a Olbia e poi a Sassari. Alla fine mi hanno aiutata soltanto a Nuoro»

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TEMPIO. Una vedova 80 enne di Tempio affetta da probabile Miastemia Gravis, una patologia del sistema nervoso periferico che interessa la placca neuromuscolare, è stata costretta a “mendicare” a lungo una analisi neurologica, con il “reagente” Ab anti ricettore acetilcolina, fra gli ospedali di Tempio, Olbia e Sassari per trovare finalmente attenzione a Nuoro.

«Questo - dice un medico del Paolo Dettori di Tempio, che dà anche spiegazioni sulla malattia - succede grazie alle politiche di risparmio decise dall’assessorato alla Sanità guidato Luigi Arru». Il medico conferma che il Paolo Dettori è impossibilitato a fare quell’analisi per la mancanza del reagente.

A raccontare la storia dell’ennesimo disservizio della sanità, con molta fatica a causa della voce spezzata e resa singhiozzante, forse dalla malattia è la stessa signora. Vedova di un personaggio notissimo in città, sia dal punto di vista lavorativo che nell’ambito sportivo. «E’ stato un calvario - racconta la donna .. Sempre più stanca, depressa e preoccupata, con l’impegnativa del mio medico mi sono presentata all’ospedale Dettori per fare una analisi chiamata “Ab anti recettore acetilcolina” che avrebbe finalmente svelato se la perdita di forza muscolare e la mia stanchezza, derivassero dalla presenza o meno della Miastemia Gravis. Il mio medico mi aveva detto che si trattava del prelievo di una boccetta di sangue. A Tempio - continua la donna -, mi è stato risposto cortesemente che il Dettori era impossibilitato a fare quell’analisi per mancanza del reagente. Sono stata indirizzata a Olbia e successivamente a Sassari. Tutti gli ospedali si sono detti non in grado di svolgere l’esame. Sono andata a Nuoro e qui, finalmente, come per magia, mi hanno accolta e l’esame è stato fatto».

La donna non parla della diagnosi. «E’ un problema mio che affronterò da sola con il mio medico e la mia famiglia - dice -. Sono qui, invece, per protestare e denunciare l’ennesimo danno che la tanto strombazzata riforma sanitaria ha provocato. E’ una vergogna che il cittadino venga costretto a pellegrinare da una città all’altra per un semplice prelievo. Dove stanno la giustizia sociale, la bontà e la validità della riforma? Dove è andato a finire il nostro diritto costituzionale alla salute?».

La signora è un fiume in piena. Ricorda, fra gli altri tagli,,« la chiusura del Centro antidolore e del reparto di Ostetricia e Ginecologia. Senza dimenticare la vergogna della carenza di medici nel pronto soccorso ed in altri reparti». Infine, la donna, accusa anche la politica locale «che ha dimostrato di contare meno del niente sull’argomento».



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