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Ucciso dalla ruspa a Porto Pozzo al via il processo per sei imputati

Ucciso dalla ruspa a Porto Pozzo al via il processo per sei imputati

SANTA TERESA. Ilario Moro Merella, 45 anni di Santa Maria Coghinas, era morto il 21 aprile del 2010, schiacciato da una ruspa a Porto Pozzo, frazione di Santa Teresa. Era finito sotto le ruote della...

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SANTA TERESA. Ilario Moro Merella, 45 anni di Santa Maria Coghinas, era morto il 21 aprile del 2010, schiacciato da una ruspa a Porto Pozzo, frazione di Santa Teresa. Era finito sotto le ruote della terna che l’aveva travolto in retromarcia mentre trasportava del materiale per pulire un terreno. L’operaio lavorava in nero alle dipendenze di un subappaltatore che stava realizzando delle opere di urbanizzazione in un cantiere poco distante dal luogo dov’è stato investito dalla ruspa. Non si sa per quale motivo Merella si fosse spostato e avesse raggiunto quel terreno.

Per la sua morte sono stati rinviati a giudizio in sei e per gli imputati, ieri mattina, si è aperto il processo per omicidio colposo davanti al giudice Andrea Pastori, pubblico ministero Gianmarco Vargiu. Il ruspista aveva invece patteggiato la pena a un anno. Sono finiti a processo Vittorio Me, rappresentante della ditta a cui erano stati commissionati i lavori di urbanizzazione da parte di Maria Mannoni, anche lei imputata, Massimo Melis, sub appaltatore e datore di lavoro di Merella, Paolo Angelo Frasconi, coordinatore della sicurezza, Carlo Antonelli, committente dei lavori di pulizia del terreno dov’era avvenuto l’incidente sul lavoro, e Armando Soggiu, proprietario della ruspa. Ieri, in aula, sono stati sentiti i due ispettori dello Spresal intervenuti sul luogo dell’incidente, i quali hanno riferito sulle violazioni riscontrate: i cantieri erano privi di recinzione obbligatoria e la vittima lavorava in nero, hanno detto. I dispositivi della ruspa erano invece funzionanti.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Gerolamo Orecchioni, Gianmario Lisca, Luca Montella, Luca D’Alò, Gianpaolo Conti e Anastasia Fara. La famiglia della vittima si è costituita parte civile con l’avvocato Redenta Enne. Il processo proseguirà il 13 novembre. (t.s.)

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