golfo aranci
Contatore manomesso, multati idraulico e ristoratore
GOLFO ARANCI. Avevano manomesso i sigilli dell’allaccio del ristorante a Golfo Aranci e installato un contatore falso: titolare e adraulico dovranno ora pagare una sanzione ciascuno di quasi 20mila...
2 MINUTI DI LETTURA
GOLFO ARANCI. Avevano manomesso i sigilli dell’allaccio del ristorante a Golfo Aranci e installato un contatore falso: titolare e adraulico dovranno ora pagare una sanzione ciascuno di quasi 20mila euro. Lo ha stabilito nei giorni scorsi il Tribunale di Tempio con un decreto penale di condanna ai sensi dell’articolo 459 del codice di procedura penale. Le pesanti multe sono state determinate come pena pecuniaria in conversione di quella detentiva.
Il servizio ispettivo di Abbanoa, nelle ordinarie verifiche sulla regolarità degli allacci, trovò l’allaccio manomesso e subito venne presentata una denuncia. L’allaccio abusivo è stato poi confermato dai carabinieri della stazione di Golfo Aranci che hanno presentato una relazione in Procura. All’escamotage del contatore falso si faceva ricorso quando le letture dei consumi erano eseguite su carta e quindi non si poteva riscontrare immediatamente la manomissione dell’allaccio. Ma ora i tecnici di Abbanoa sono dotati di palmari elettronici con i quali possono controllare in tempo reale i dati dei contatori e le coordinate georeferenziate dell’allaccio.
Il giudice è stato preciso. «Manomettevano i sigilli dell’utenza idrica del locale, effettuando un allaccio abusivo alla rete idrica, con posizionamento di un contatore non a ruolo che permetteva la fornitura d’acqua»: così riassume nel decreto penale di condanna i fatti avvenuti, «con l’aggravante di avere usato violenza sulle cose, consistita nella manomissione dei sigilli e posizionamento di un contatore non a ruolo e contestuale collegamento alla rete idrica».
Il reato imputato è furto d’acqua aggravato perché si tratta di un bene pubblico come l’acqua. Per questi motivi, il Giudice ha stabilito la condotta dei due imputati «in ordine ai reati di cui all’impugnazione alla pena di €18.850 di multa ciascuno».
Il servizio ispettivo di Abbanoa, nelle ordinarie verifiche sulla regolarità degli allacci, trovò l’allaccio manomesso e subito venne presentata una denuncia. L’allaccio abusivo è stato poi confermato dai carabinieri della stazione di Golfo Aranci che hanno presentato una relazione in Procura. All’escamotage del contatore falso si faceva ricorso quando le letture dei consumi erano eseguite su carta e quindi non si poteva riscontrare immediatamente la manomissione dell’allaccio. Ma ora i tecnici di Abbanoa sono dotati di palmari elettronici con i quali possono controllare in tempo reale i dati dei contatori e le coordinate georeferenziate dell’allaccio.
Il giudice è stato preciso. «Manomettevano i sigilli dell’utenza idrica del locale, effettuando un allaccio abusivo alla rete idrica, con posizionamento di un contatore non a ruolo che permetteva la fornitura d’acqua»: così riassume nel decreto penale di condanna i fatti avvenuti, «con l’aggravante di avere usato violenza sulle cose, consistita nella manomissione dei sigilli e posizionamento di un contatore non a ruolo e contestuale collegamento alla rete idrica».
Il reato imputato è furto d’acqua aggravato perché si tratta di un bene pubblico come l’acqua. Per questi motivi, il Giudice ha stabilito la condotta dei due imputati «in ordine ai reati di cui all’impugnazione alla pena di €18.850 di multa ciascuno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google