Contributi agli alluvionati pubblicata la graduatoria
Quasi cinque anni dopo la tragedia la macchina dei risarcimenti è ancora a lavoro I beneficiari dovranno compilare gli appositi moduli e poi trasmetterli al Comune
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OLBIA. Meglio tardi che mai, è proprio il caso di dire. Sono passati ormai quasi cinque anni dalla tragedia dell’alluvione e ancora si muove la macchina dei risarcimenti per i danni subiti dalle famiglie e dalle imprese. L’amministrazione comunale di Olbia, dopo aver dato seguito alle procedure nazionali per l’erogazione dei contributi a favore dei privati e delle attività produttive colpiti dall’alluvione del 2013, ieri ha approvato e pubblicato sul sito internet istituzionale del comune di Olbia gli elenchi dei soggetti beneficiari del contributo regionale (delibera della giunta regionale 66/32 del 23 dicembre 2015).
«I nostri concittadini potranno avere un ulteriore ristoro dai danni subiti durante il ciclone Cleopatra. – dice il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi – si tratta di fondi regionali, cifre non particolarmente importanti, ma che la Regione, sul totale dell’importo stanziato, ha destinato quasi interamente a Olbia, vista la gravità dell’evento calamitoso nella nostra città».
In particolare, il totale dei contributi, da suddividere tra i beneficiari, è di un milione 107 mila euro circa per le attività produttive e di un milione 421 mila euro per i privati. I beneficiari riceveranno a breve giro di posta e con raccomandata a/r la comunicazione con allegati i moduli per le necessarie dichiarazioni. Gli stessi moduli, debitamente compilati, dovranno essere trasmessi al protocollo generale del Comune a mano oppure via Pec all’indirizzo di posta certificata comune.olbia@actaliscertymail.it entro e non oltre trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Una volta ricevuta la documentazione richiesta, l’amministrazione comunale procederà a istruire le pratiche e procederà con la liquidazione degli importi in base alle istruttorie delle pratiche stesse.
Quasi cinque anni dopo l’alluvione è difficile recuperare il bandolo della matassa dei risarcimenti e dei contributi concessi dallo Stato, dalla Regione e dai Comuni. Per non parlare dei fondi raccolti grazie alle iniziative di solidarietà. Una mole di denaro certamente insufficiente a far fronte ai danni causati da una tragedia enorme (13 morti in Gallura e mezza città devastata dall’acqua e dal fango), ma comunque notevole. Tanti soldi che, se soltanto fossero arrivata a destinazione in un tempo accettabile per le sofferenze altrui, avrebbero sicuramente risolto molti problemi alle famiglie e alle aziende che, invece, nell’immediatezza del disastro, spesso hanno dovuto far fronte in solitudine ai danni subiti. (m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«I nostri concittadini potranno avere un ulteriore ristoro dai danni subiti durante il ciclone Cleopatra. – dice il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi – si tratta di fondi regionali, cifre non particolarmente importanti, ma che la Regione, sul totale dell’importo stanziato, ha destinato quasi interamente a Olbia, vista la gravità dell’evento calamitoso nella nostra città».
In particolare, il totale dei contributi, da suddividere tra i beneficiari, è di un milione 107 mila euro circa per le attività produttive e di un milione 421 mila euro per i privati. I beneficiari riceveranno a breve giro di posta e con raccomandata a/r la comunicazione con allegati i moduli per le necessarie dichiarazioni. Gli stessi moduli, debitamente compilati, dovranno essere trasmessi al protocollo generale del Comune a mano oppure via Pec all’indirizzo di posta certificata comune.olbia@actaliscertymail.it entro e non oltre trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Una volta ricevuta la documentazione richiesta, l’amministrazione comunale procederà a istruire le pratiche e procederà con la liquidazione degli importi in base alle istruttorie delle pratiche stesse.
Quasi cinque anni dopo l’alluvione è difficile recuperare il bandolo della matassa dei risarcimenti e dei contributi concessi dallo Stato, dalla Regione e dai Comuni. Per non parlare dei fondi raccolti grazie alle iniziative di solidarietà. Una mole di denaro certamente insufficiente a far fronte ai danni causati da una tragedia enorme (13 morti in Gallura e mezza città devastata dall’acqua e dal fango), ma comunque notevole. Tanti soldi che, se soltanto fossero arrivata a destinazione in un tempo accettabile per le sofferenze altrui, avrebbero sicuramente risolto molti problemi alle famiglie e alle aziende che, invece, nell’immediatezza del disastro, spesso hanno dovuto far fronte in solitudine ai danni subiti. (m.b.)
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